Essie Jain non si scompone. Dopo il buon debutto dell’anno scorso, resta solidamente ancorata al suo classicheggiante folk cameristico. Non una digressione, non un ammiccamento esterno. Ciò potrebbe rappresentare simultaneamente sia un merito che un difetto. La sua coerenza dimostra quanto essa tenga alla sua arte, senza per questo dover avvicinare per forza pubblico nuovo con facili incursioni nel mondo indie o elettronico.
Ma è anche vero che non rischiando o sperimentando in territori insoliti il risultato finale rischia un appiattimento generale che, visto il talento della Nostra, ci auguriamo non avvenga mai (Susanna, il riferimento più vicino a Essie Jain, ne è autorevole esempio). Comunque The Inbetween le dà ragione: le dieci canzoni che lo compongono, più le due bonus track che vanno a completare l’edizione speciale, sono ballate pianistiche, impreziosite ora da archi, chitarre acustiche, fiati e spazzole, che lasciano senza fiato tanto è intenso il loro svilupparsi. Ma è soprattutto la semplicità di fondo a colpire, evidenziando la bravura cantautorale di Essie Jain. E poi siamo soltanto al secondo album: avrà tutto il tempo per sperimentare, ne siamo certi.
(6.5/10)
Scheda: Essie Jain
Pubblicazione: 01 Novembre 2008
File under: Chamber-Folk
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