Non sarà l'electronic performer teorizzato dagli Air qualche anno fa, però ci dà dentro di brutto Enrico Zavalloni, in arte Enri, uno che in quanto a fregole vintage non ha nulla da invidiare al duo francese. Più selettivo se vogliamo il corredo di manie di questo tastierista che ama presentarsi sul palco dietro ad un fortino di hammond, leslie e clavinet, che domina da virtuoso candidamente bardato, per armatura un entusiasmo tutto romagnolo manco fosse il nipote funkysoul di Casadei.
Attenzione però, non stiamo parlando di un semplice entertainer iperdotato buono al più per incendiare gli eccessi adrenalinici delle balere rivierasche, ruolo peraltro dignitosissimo: il buon Zavalloni può altresì vantare un curriculum di tutto rispetto sbocciato sull'onda spaghetti-lounge, figlio cioè di soundtrack italiane anni cinquanta/sessanta impastate a tropicalismi intriganti, missione che espletò coi purtroppo defunti VIP200 (nome tratto dal glorioso cartoon tardo sixties di Bruno Bozzetto). Dell'arte di Enrico s'innamorarono tipetti come i Pizzicato Five, che lo invitarono in sala d'incisione così come i Maxwell Implosion e i nostrani Hormonauts, per non dire di mister Mike Patton che lo ha voluto nel suo progetto Mondo Cane (tutt'ora in corso d'opera). Nel frattempo Enri ha composto per la pubblicità ed il cinema, esordendo infine con un album solista (Music Performed, per i tipi di Record Kicks, anno 2005) che gli ha fornito la scusa per battere i teatri dello stivale lungo un tour triennale il cui sigillo è avvenuto una sera del dicembre 2007, al Teatro Petrella di Longiano, una manciata di chilometri da Cesena.
Quel che avvenne è documentato nel presente cofanetto (CD + DVD), ed è un festoso viaggio nella vibrazione valvolare del funk che sfrigola psichedelico tra i groove vampiri, con tre compagni di viaggio bravi ad imbastire il giusto contorno di fiati (tromba e sax) e batteria. Enri si spende felice lavorando sodo, intarsia, lubrifica, spinge, è un artigiano che fa quel che c'è da fare, persino cantare e pazienza se la voce se la cava alla meno peggio, ormai siamo nel bel mezzo di una festa acidula e fragrante dai sapori stagionati però pronti al palato, cocktail di lambrusco e Sly Stone, lisergiche piadine Funkadelic con inopinabili farciture Kinks, ebbrezze jazzy sbilanciate verso i garruli cimenti Jimmy Smith. Una sola cover, la Lessons In Love dei Level 42, rigurgito marginale aromatizzato d'accademia, spaurito intruso tra originali ben più turgidi, guizzanti, vivi.
(6.9/10)
Scheda: Enri
Pubblicazione: 01 Novembre 2008
File under: Funk Lounge
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