Recensione
I Worked On The Ships Ballboy
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folk pop Voti redazione e staff

Ballboy

I Worked On The Ships

Pony Proof

Ok, talvolta mi prende un attimo di sconforto. Di morbido sconforto. Il non saper quasi che scrivere, che poi - figuriamoci - in realtà altro non è che un descrivere qualcosa, una cosa che mi piace stare a sentire (ascoltare). Questi Ballboy, ad esempio. Quartetto scozzese per nulla esordiente anzi al quinto album da un lustro a questa parte.

Intitolato I Worked On The Ships, mette in fila undici pezzi che ti massaggiano quelle parti d'anima che a suo tempo hai già dedicato agli indolenzimenti dolciastri dei primi Belle And Sebastian e alla laconica mestizia dell'ultimo Steve Wynn. Quindi: corde acustiche, tastierine, pastelli elettronici, elettricità garbata, un ukulele, un violoncello, un'armonica, quel disincanto condito di frugale trasporto, fiabesche digressioni e vellutata ironia.

Cos'altro aggiungere? Ah, ma certo: John Peel stravedeva per loro. Come sempre, aveva le sue buone ragioni.

(6.9/10)

Scheda: Ballboy

Pubblicazione: 01 Dicembre 2008

File under: folk pop

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