Thom Yorke profetizza la fine del mondo (discografico)

Thom Yorke, si sa, non è uno che si tira indietro. Questa volta è stato chiamato in causa per un libro di testo scolastico, per il quale ha concesso un'intervista dove ha dichiarato - tra le altre cose - che a suo parere l'industria musicale è destinata a collassare nel giro di pochi mesi. Per poi chiosare, sprezzante: "Non sarà una grande perdita".

Da che parte stessero Thom e i Radiohead rispetto all'argomento lo sappiamo da tempo, avendo avuto il merito d'esser stati tra i primi (nel novero delle grandi band) a distribuirsi nel formato elettronico e in totale indipendenza. Salvo poi ritoccare il gruzzolo stampando In Rainbows anche in cd pochi mesi più tardi per i tipi della XL. Se questa affermazione yorkiana somiglia più ad un auspicio che ad un vaticinio, è indubbio che qualcosa si sta muovendo in una direzione precisa. Magari le major non crolleranno mai, semmai si riposizioneranno adeguando il target e le dimensioni, tagliando cioè tutto quello che non è diversificabile, la "diversamente musica" senza il livello minimo di appeal che possa renderla materia di jingle, suoneria, sigla, soundtrack (per il cinema o per i videogames)...

E' giusto quindi lanciare un allarme, da rivolgersi però a tutto il non meglio definibile mondo della musica "alternativa" che sempre meno potrà contare sui grandi canali distributivi. La sensazione è che gli indie rockers - dai debuttanti assoluti agli outsider di lusso - non si faranno trovare impreparati...

Artisti collegati: Thom Yorke | Data: 11 Giugno 2010 | Autore testo: Stefano Solventi

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