A Hawk And A Hacksaw e Sergej Paradzanov in Italia. Presentazione, intervista e anticipazioni dal nuovo album

In un periodo di forte ricerca e sperimentazione nel cinema e nelle arti come sono stati gli anni Sessanta e Settanta, Sergej Paradzanov ha rappresentato una delle punte massime, oltre che la deviazione estrema del cinema realista russo. Da allora il mondo dell’arte non fa che esaltarlo e celebrarlo come uno dei poeti più visionari del Novecento.

Un'ottima occasione per riscoprirlo è assistere alla sua opera più rappresentativa, quel Shadows Of Forgotten Ancestors (conosciuto in Italia come "Le ombre degli avi dimenticati") girato del 1964 e musicato oggi in uno speciale tour da A Hawk And A Hacksaw. Il capolavoro del cineasta, in bilico tra eden e abisso, surrealismo e verità storica, colorato prima del cinema a colori e in forte anticipo per tanti aspetti sui futuri lavori di Alejandro Jodorowsky, Carmelo Bene, Jean-Luc Godard e non ultimo Federico Fellini (grande fan del regista), sarà arricchito da nuovi profumi e suggestioni. Veicolati da una coppia di musicisti che da dieci anni dedica la propria vita alla riscoperta e alla reinvenzione delle tradizioni musicali del Sud e dell’Est Europa

Shadows Of Forgotten Anchestors è un film fondamentale: un’analisi antropologica del popolo russo che diventa indagine sull’animo umano, alle radici dell’eros. Di fatto, è un girato psichedelico prima dell’età psichedelica, un’opera folk magica e fatalista come tanta della musica del duo del New Mexico.

Gli appuntamenti italiani con A HAWK AND A HACKSAW plays SHADOWS OF FORGOTTEN ANCESTORS di Sergej Paradzanov sono due: venerdì 9 dicembre 2011, al Teatro Rasi di Ravenna grazie a Mosaico Film Festival e Bronson Produzioni e sabato 10 dicembre alla Chiesa Evangelica Metodista di Roma in Via XX Settembre 123, all’interno di C(H)ORDE. Una rassegna, quest'ultima, che ha lo scopo d'ospitare artisti che hanno fatto della sperimentazione e dell’elevazione spirituale attraverso la musica il loro marchio di fabbrica (...e occhio al prossimo 29 gennaio, l'appuntamento sarà con Ben Frost).

Per entrambe le serate è attivo un contest accessibile dal solito box a fianco in questa pagina (o nella sezione Eventi del sito).

SENTIREASCOLTARE ha inoltre raggiunto via mail Jeremy Barnes, fisarmonicista e mente del progetto A Hawk And A Hacksaw, per una breve intervista a proposito dell’amore per le musiche dell’Est e per Paradzanov, ma anche per ottenere qualche anticipazione sul prossimo album. 

Barnes, che ama il regista russo da molti anni ormai, ci racconta che gli A Hawk And A Hacksaw hanno sempre guardato al Sud della Russia, alla Romania e ai Paesi sottostanti, ma questo particolare tour potrebbe rappresentare l’occasione ideale per accreditare l’amore per la musica russa pre-rivoluzione tra le influenze del progetto. Il duo ha lavorato su molti suoni e dialoghi esistenti, talvolta suonando sopra le canzoni originali del film, altre volte componendone di proprie allo scopo di raggiungere un unicum tra parti suonate e musica originale. Una perfetta sintesi che ha finito per influenzare in maniera determinante le sessions del nuovo disco, inciso come il precedente Cervantine ad Albuquerque (città nella quale la coppia è tornata ad abitare dopo un lungo vagabondare).

Barnes ci confida che "mentre lo scorso album ha visto la collaborazione con Griffin Rodriguez degli Icy Demons/Bablicon, il prossimo vedrà quella di John Dieterich dei Deerhoof", musicista con il quale il fisarmonicista ha suonato durante tutto l'anno e che nel nuovo lavoro ricoprirà il ruolo di produttore. Gli chiediamo ulteriori indiscrezioni su queste registrazioni, in particolare se ritornerà ad utilizzare elettroniche. Lui risponde enigmatico con un “Suppose so. I know how Bob Dylan felt when he went electric”.

Jeremy non è il tipo di musicista che risponde a domande teoriche sulla propria musica ma quando entriamo nel vivo del metodo di composizione, non può che animarsi. Gli chiediamo se guardando indietro alla sua carriera, può dirci se c’è stata più una crescita della scrittura o dell’improvvisazione. Ci ha risposto: “Ho sempre improvvisato ma è sulla composizione che ho speso le maggiori energie degli ultimi dieci anni", tanto per dire che fa improvvisazione sulle composizioni, sul mix di tradizioni e non seguendo il senso più comune del termine.

Altri fattori fondamentali della musica del duo sono concetti come "nostalgia" e "melanconia". Per il musicista è una domanda trita e ritrita e perciò la risposta non può che essere sbrigativa, anche se per nulla banale: “La gente dice che la nostra musica gli ricorda quella dei nonni. E' in questo senso che la penso nostalgica, anche perché nella nostra musica ci saranno sempre nuovi arrangiamenti e non una mera riproposizione del passato". E' la miglior chiosa per un film tradizionale ma al tempo stesso poco basato sulla tradizione come Shadows Of Forgotten Ancestors. Improvvisazione e (ri)composizione...

Artisti collegati: A Hawk And A Hacksaw | Data: 08 Dicembre 2011 | Autore testo: Edoardo Bridda

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