Alla fine è successo. Appena 6 mesi dopo la sua acquisizione da parte di CitiGroup, come ci si poteva aspettare, il colosso newyorchese ha venduto la ormai ex major discografica EMI. A chi? Ovviamente a Universal Music Group e Sony BMG, che acquisiscono in questa maniera ancora più spazio nel mercato discografico.
Anche se la transazione deve ancora essere passata la vaglio delle autorità europee e statunitensi, lo scenario che si prospetta nel mondo della musica è quindi questo: Warner Music Group acquista la sezione puramente discografica di EMI per 1.91 miliardi di dollari, arrivando così a controllare un terzo dell'intero mercato; Sony BMG invece entra in possesso - alla modica cifra di 2 miliardi di dollari - della parte editoriale di EMI, mettendo così un piede anche nelle edizioni (un business in cui fin'ora non era mai entrata).
Insomma, una bella vendetta da parte di Universal (proprio EMI nel 2006 aveva cercato di acquistare l'azienda), uno smacco a Warner (che si è vista soffiare da sotto il naso l'affare) e un bel colpo messo a segno da Sony BMG che inizierà a guadagnare anche dal repertorio di Arcade Fire, Daft Punk, Amy Winehouse, Lou Reed, Joanna Newsom, Kate Bush e tantissimi altri artisti.
Si conclude così l'ultimo atto della parabola discendente di uno dei nomi storici della discografia mondiale, che ha visto negli ultimi anni un declino non solo di fatturato ma anche di immagine (basti pensare infatti alle ultime notizie che volevano David Bowie in procinto di lasciare EMI).
L'unico risvolto positivo della faccenda lo possiamo leggere nelle parole con cui una vecchia volpe come Mick Jagger ha commentato la faccenda: “Questo è un risvolto molto positivo e sono particolarmente felice che EMI sia di nuovo in mano a persone che hanno veramente la musica nel sangue”.
Artisti collegati: AA. VV. | Data: 14 Novembre 2011 | Autore testo: Alberto Lepri
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