Tutti sotto il grande sole nero del dubstep: Zeitgeist e coda di pavone del continuum. Dicevamo tempo fa:
"Attorno al dubstep, alle sue evoluzioni e - termine banale, abusatissimo, ma qui davvero inevitabile - contaminazioni, ruotano alcune uscite chiave (a livello di estetica, strategie di posizionamento e di comunicazione, ancora prima e ancor più che di efficacia artistica) di questi primi mesi 2011. I Radiohead di The King of Limbs sono la divulgazione indie-blinking dei suoni laptopistici e sotto sotto dubstep (si pensi al gusto noir e ai detriti ambient di Los Angeles) di Flying Lotus; Thom Yorke ha fatto comunella con Four Tet (fresco di split con un altro nome importante a livello di sintesi elettrofile come Dan Snaith aka Caribou) e Burial; e quest'ultimo, è proprio notizia dell'ultima ora, è tornato con un solo work, un 12" pollici di tre pezzi, dopo 4 anni di quasi completo silenzio. Notare come tutte queste uscite super-hype corteggino sottilmente quello che sarebbe davvero l'incontro/scontro del secolo: mettere assieme Burial e Flying Lotus. Come, del resto, già proprio nel 2009 si era cercato di fare, malinterpretando a tutti i costi un semplice, per quanto suggestivo, montaggio Burial + Dimlite fatto da FlyLo e uploadato sul suo Myspace".
Prima o poi al Burial + Lotus ci arriveremo. Se intanto sono già arrivati incontri/scontri come il disco "dubstep" della Spears (e arriverà anche quello dei Korn), la collaborazione tra i due gemellini soul separati alla nascita James Blake e Bon Iver, il disco di remix -steppie di King of Limbs, il superzuppone riepilogativo di Rustie, ecc. Dubstep koiné dell'electronica d'oggi, serpentone che striscia dappertutto e tutto avvolge, apre cerchi assurdi e altri più classicamente ne quadra.

Ecco che arriva adesso, strombazzato - e giustamente - da FactMagazine e Pitchfork, la collaborazione tra i "precursori" Massive Attack e l'alfiere della svolta d'n'b/ambient, off-dancefloor & - soprattutto? - indie di tutto il baraccone, Burial.
Il 17 ottobre, Inhale Gold e Vinyl Factory pubblicheranno un'edizione limitata, un dodici pollici in soli 1000 copie, con copertina in glitter oro serigrafato a mano (una specie di urlo di Munch con bombetta, disegnato addirittura da 3D in persona; vedi qui sopra), contenente 2 tracce: il remix - ma sarebbe meglio dire il rework - di Paradise Circus dei Massive (dall'ultimo controverso Heligoland) a opera di Will Bevan/Burial e un brano completamente inedito realizzato a quattro mani, Four Walls.
Entrambi i pezzi durano ciascuno 12 minuti circa. Il secondo lo trovate in streaming qui sotto e, anche se il suo valore "storico" scavalca decisamente quello intrinsecamente artistico, si tratta comunque di una fascinosa nenia da deserto posturbano, con scenografia firmata Burial e starring voice by Massive.
L'oggetto è ordinabile già da ora sul sito dei Massive Attack (da cui è ripreso lo stream ufficiale, mirrorato dal Tubo)
Artisti collegati: Burial, Massive Attack | Data: 11 Ottobre 2011 | Autore testo: Gabriele Marino
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