Mentre in redazione gira già il nuovo BioY, abbiamo raggiunto Beatrice Antolini per farci raccontare il disco in due parole e per raccogliere qualche impressione a caldo. Dopo un primo ascolto delle dieci tracce ci pare di poter testimoniare un'estrema ricercatezza nei suoni e una complessità dei brani forse ancora superiore rispetto al disco precedente. Come a dire che A Due rappresentava un momento di transizione/mediazione verso una consapevolezza e una scrittura sempre più lontane da quelle della Beatrice degli esordi. Ma è davvero così?
"Credo che nel mio percorso ci sia un filo conduttore molto forte e visibile (o meglio udibile). Non so mai come sarà il disco successivo, questo perchè sono sempre in ricerca ed osservazione del mondo e di me stessa. Una specie di mutazione continua, un movimento. Questo disco in realtà è molto più quadrato degli altri che ho fatto e anche io sono diventata più rigorosa".
L'idea che ci si fa ascoltando BioY è che la sezione ritmica sia diventata una tua piccola ossessione. Magari vista non come ostentazione, ma come ricerca approfondita di nuove sfumature...
"Non ho nessuna ossessione. Piuttosto molto amore per la ritmica perchè a mio modo di vedere è la parte più importante nella composizione delle mie canzoni. Penso che la ritmica sia fondamentale anche nella vita di tutti i giorni."
Che tipo di strumentazione hai utilizzato per il nuovo disco?
"Ho utilizzato poche cose: batteria, percussioni (sopratutto afro), sax, sintetizzatori (2 un moog e un dx7), piano, basso, chitarra, clavinet e la mia voce. Violoncello e tromba sono stati suonati da Mattia Boschi e Enrico Pasini."
La grafica e la cover di BioY riprendono un immaginario “cosmico” anni Settanta/Ottanta. Quanto c'è di tutto questo nella tua nuova fatica?
"La grafica di BioY parla di tante cose. Della luna, delle incognite, delle motociclette, della ricerca spirituale e della scelta religiosa. I riferimenti agli anni '70 sono più che altro cromatici e credo che un certo funk di quel periodo sia stato molto importante per me. Ma la mia musica è la mia musica e assomiglia a me, nel bene e nel male."
Artisti collegati: Beatrice Antolini | Data: 08 Ottobre 2010 | Autore testo: Fabrizio Zampighi
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