The Shortwave Set - Replica Sun Machine (Wall Of Sound / Self, 2 maggio 2008)
di Antonio Puglia

Un concept postmoderno che rimescola quarant’anni di musica pop, specie dal versante psych e orchestrale, con ascendenze disco, electro e funk. Con l’aiuto di Danger Mouse, Van Dyke Parks e John Cale.

Neptune - Tetsuo sale sul palco
di Stefano Pifferi e Massimo Padalino

L’universo dei Neptune e quello di Tetsuo, due realtà che si comprendono e si compenetrano. Un’immaginaria fusione tra organico ed inorganico, tra umano e robotico che squarcia il velo su una inevitabile riflessione filosofica sulla nuova carne.

Steven R. Smith
di Antonello Comunale

Rapido identikit di Steven R. Smith. Dal Jewelled Antler Collective alla nuova trilogia massimalista chiamata “Ceremony”, passando per i Balcani, le chitarre e il senso più arcaico e vero delle cose.

La sera della prima
Juno (di Jason Reitman - Usa, 2007)
di Giuseppe Zucco

I piccoli film indy, situati in un mondo ultrapop, con colonna sonora low-fi, arrivano a dire cose importanti. Eppure Juno da noi ha provocato una chiassosa onda mediatica che poco aveva a che vedere in realtà con il film.

Il dolce domani dei Portishead
di Giancarlo Turra

Di rado un ritorno agognato può sorprendere, tanta è l’attesa che gli si crea attorno. Eppure, un nuovo disco dei Portishead rischia di coniugare cronaca e classicità in un solo colpo. Trip-hop? Manco l’ombra.

Flight Of The Conchords
di Marco Braggion

Prendono di mira i video e gli stili musicali più famosi degli ultimi anni. Un piccolo culto partito su canzoncine e scketch demenziali, che diventa show da Grammy alla tv americana.

Misophone
di Marco Canepari

La riscoperta del gusto musicale, del lasciar parlare solo le note e allontanare gli obblighi di cortesia verso media e fan. Un gruppo sorprendente, colmo d’originalità e stravaganza… Perché forse l’audacia è nel saper ripescare e fidarsi del passato.

Lemonheads – It’s A Shame About Ray Collector Edition (Rhino, marzo 2008)
di Edoardo Bridda

One man band con un’illustre Juliana Hatfield, anch’essa cantautrice turbolenta, e un terzetto sui generis riuscito a convertire l’harcdore in una personale scrittura country pop. Dietro alle pieghe melodiche c’è un cuore americano che batte e tutta la solitudine e l’angoscia tenuta sottopelle.

I"cosiddetti contemporanei"
Anton Webern
di Daniele Follero

Non è solo il padre dello strutturalismo della scuola di Darmstadt, ma anche il capostipite di una generazione di compositori che ha messo in discussione l’ascolto musicale.

La sera della prima
La zona (di Rodrigo Plà – Messico / Spagna, 2007)
di Giuseppe Zucco

Un film che sembrerebbe raccontare una minuta ed immaginaria porzione del Messico ma punta il dito contro il mondo occidentale nel suo complesso e nella sua complessità, un’opera prima che sorprende per rigore ed intensità.

Hercules And Love Affair - Neo Neo Wave
di Gianni Avella

La nuova scoperta di casa DFA è un team stellare con ospite Antony Hegarty a tutti noto per i suoi Johnsons. Neo new wave parente di assiomi quail Chicago house e New York garage. Tardo “disco" assolutamente da ballare.

Breeders - Do we love them now?
di Giancarlo Turra

Dura, alle volte, fare i conti col passato e resistere alla tentazione di ripresentarsi sulle scene. Nessuno ti obbliga, specie se nel frattempo sono trascorsi anni e un sacco di cose sono cambiate. Eppure, quando il tuo mestiere e la tua vita sono fare musica, non ti resta molta scelta.

Radical Matters - L’arte dei rumori fissati
di Nicolas Campagnari

Label tradizionale e netlabel, di derivazione post-industrial, mescola ricerca sonora ed artistica, ispirandosi alle avanguardie del ‘900. Un incontro con il suo fondatore Sandro Gronchi.

Giant Steps
Charlie Haden – Liberation Music Orchestra (Impulse!, 1969)
di Fabrizio Zampighi

Un altro disco figlio del Sessantotto. Un altro urlo di rivolta in musica contro ogni egemonia politica e culturale. Un esempio di come l'appartenenza, il pacifismo, la passione politica possano opporsi alla violenza. Cesellando una miriade di spigoli sonori.

Baustelle - E così (il pop?) sia
di Stefano Solventi, Fabrizio Zampighi e Teresa Greco

Torniamo a parlare di Amen, l’ultima fatica dei Baustelle, perché tra i rinterzi e le botole che ne cospargono la superficie capita d’imbattersi in “attori non protagonisti” capaci d’innescare link dall’inconsueta, penetrante densità. Accendiamo la luce su quattro di essi, così diversi e così misteriosamente affini.

Cesare Basile
di Stefano Solventi

Viaggi d’andata, ritorni necessari. Un rock che non trova sbocco, requie o stabilità. Finché non si scopre una strada dentro, vicino a quel luogo chiamato casa. Dove finalmente Cesare Basile può iniziare a sgranare il rosario di una liturgia cruda e – se possibile – consolatoria.

Sebastien Tellier
di Gianni Avella

Per il nuovo disco del francese si scomoda addirittura un Guy-Manuel de Homem-Christo alla prima produzione fuori dai confini Daft Punk. Tellier arriva alla maturazione e mai momento fu migliore per redigerne una breve storia.

Il treno di Magazzeno
di Fabrizio Zampighi

Incontro con Michele Orvieti: musicista nei Mariposa, co-titolare della Trovarobato e presentatore/ideatore di un'esperienza radiofonica alternativa come Magazzeno Bis. Un format insolito per l'etere nostrano, talk show-concerto dedicato all'indie-rock italiano.

We Are Demo
di Davide Brace, Stefano Solventi e Fabrizio Zampighi

In questo numero di We Are Demo: Lorenzo Monni, Bobby Soul/Contesti Scomodi, Soyland Green, Single Sign On, Penelope sulla Luna, Cpt. Nice, Il Miraggio, Bridge Of Darklake, Fragil Vida.