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Disco solista per Damon Albarn... Video dal Coachella 2008... Singolo in download gratuito sul sito dei Coldplay... DVD live dei New Order... Nuovi album per Melvins e Weezer...
...aggiunte il 4 maggio
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Classic Album Revisited
Un concept postmoderno che rimescola quarant’anni di musica pop, specie dal versante psych e orchestrale, con ascendenze disco, electro e funk. Con l’aiuto di Danger Mouse, Van Dyke Parks e John Cale.
L’universo dei Neptune e quello di Tetsuo, due realtà che si comprendono e si compenetrano. Un’immaginaria fusione tra organico ed inorganico, tra umano e robotico che squarcia il velo su una inevitabile riflessione filosofica sulla nuova carne.
Rapido identikit di Steven R. Smith. Dal Jewelled Antler Collective alla nuova trilogia massimalista chiamata “Ceremony”, passando per i Balcani, le chitarre e il senso più arcaico e vero delle cose.
I piccoli film indy, situati in un mondo ultrapop, con colonna sonora low-fi, arrivano a dire cose importanti. Eppure Juno da noi ha provocato una chiassosa onda mediatica che poco aveva a che vedere in realtà con il film.
Di rado un ritorno agognato può sorprendere, tanta è l’attesa che gli si crea attorno. Eppure, un nuovo disco dei Portishead rischia di coniugare cronaca e classicità in un solo colpo. Trip-hop? Manco l’ombra.
Prendono di mira i video e gli stili musicali più famosi degli ultimi anni. Un piccolo culto partito su canzoncine e scketch demenziali, che diventa show da Grammy alla tv americana.
La riscoperta del gusto musicale, del lasciar parlare solo le note e allontanare gli obblighi di cortesia verso media e fan. Un gruppo sorprendente, colmo d’originalità e stravaganza… Perché forse l’audacia è nel saper ripescare e fidarsi del passato.
One man band con un’illustre Juliana Hatfield, anch’essa cantautrice turbolenta, e un terzetto sui generis riuscito a convertire l’harcdore in una personale scrittura country pop. Dietro alle pieghe melodiche c’è un cuore americano che batte e tutta la solitudine e l’angoscia tenuta sottopelle.
Non è solo il padre dello strutturalismo della scuola di Darmstadt, ma anche il capostipite di una generazione di compositori che ha messo in discussione l’ascolto musicale.
Un film che sembrerebbe raccontare una minuta ed immaginaria porzione del Messico ma punta il dito contro il mondo occidentale nel suo complesso e nella sua complessità, un’opera prima che sorprende per rigore ed intensità.
La nuova scoperta di casa DFA è un team stellare con ospite Antony Hegarty a tutti noto per i suoi Johnsons. Neo new wave parente di assiomi quail Chicago house e New York garage. Tardo “disco" assolutamente da ballare.
Dura, alle volte, fare i conti col passato e resistere alla tentazione di ripresentarsi sulle scene. Nessuno ti obbliga, specie se nel frattempo sono trascorsi anni e un sacco di cose sono cambiate. Eppure, quando il tuo mestiere e la tua vita sono fare musica, non ti resta molta scelta.
Label tradizionale e netlabel, di derivazione post-industrial, mescola ricerca sonora ed artistica, ispirandosi alle avanguardie del ‘900. Un incontro con il suo fondatore Sandro Gronchi.
Un altro disco figlio del Sessantotto. Un altro urlo di rivolta in musica contro ogni egemonia politica e culturale. Un esempio di come l'appartenenza, il pacifismo, la passione politica possano opporsi alla violenza. Cesellando una miriade di spigoli sonori.
Torniamo a parlare di Amen, l’ultima fatica dei Baustelle, perché tra i rinterzi e le botole che ne cospargono la superficie capita d’imbattersi in “attori non protagonisti” capaci d’innescare link dall’inconsueta, penetrante densità. Accendiamo la luce su quattro di essi, così diversi e così misteriosamente affini.
Viaggi d’andata, ritorni necessari. Un rock che non trova sbocco, requie o stabilità. Finché non si scopre una strada dentro, vicino a quel luogo chiamato casa. Dove finalmente Cesare Basile può iniziare a sgranare il rosario di una liturgia cruda e – se possibile – consolatoria.
Per il nuovo disco del francese si scomoda addirittura un Guy-Manuel de Homem-Christo alla prima produzione fuori dai confini Daft Punk. Tellier arriva alla maturazione e mai momento fu migliore per redigerne una breve storia.
Incontro con Michele Orvieti: musicista nei Mariposa, co-titolare della Trovarobato e presentatore/ideatore di un'esperienza radiofonica alternativa come Magazzeno Bis. Un format insolito per l'etere nostrano, talk show-concerto dedicato all'indie-rock italiano.