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Pubblicazione 02 Novembre 2007

Yacht

Crociera per Portland

Definisce la sua musica “2000s style grunge”, ma non si riferisce a quello che pensate. Sguazza come percussionista nel giro di Portland, ma è anche il braccio musicale dei Blow
Yacht
2009

Il ragazzo è intelligente e si applica. Se avessimo la matita blu e rossa, potremmo finirla qui; non avendocela, ci tocca il lights on. Jonathan Bechtolt, aka Yacht, è uno che credereste di non avere incontrato, ma che probabilmente conoscete già. A me piacerebbe averlo incrociato per strada; non tanto perché di bella presenza o perché accompagnato da belle presenze, quanto perché questo significherebbe vivere, come lui, a Portland, in quel bacino culturale che, giusto per lanciare dalle acque oceaniche due ormeggi a terra, ha allevato e pescato gli Xiu Xiu e i Parenthetical Girls (due pesci di diverse dimensioni, ma che nuotano spesso insieme).

Se pure non passate spesso da Portland, forse però l’anno scorso vi siete imbattuti in Bobby Birdman, e nel suo Giraffes & Jackals; oppure, qualche anno fa (nel 2004), avete sentito Magic Wand dei Little Wings. Quest’ultimo nome potrebbe far sentir odore di Devendra Banhart nell’aria (magari dopo aver riletto di lui e dei suoi amici su SA). In effetti l’altro elemento per risolvere questo noiosissimo rebus musicologico è proprio Banhart; Jona ha suonato percussioni e batteria in Cripple Crow, così come nei due dischi citati sopra, e pure, per chiudere il cerchio, nei fantomatici gruppi – della durata di un concerto – che Devendra si inventa quando suona coi suoi compagni. Un batterista, dunque? Non proprio; il Nostro si diverte moltissimo con il suo laptop (per efficacia descrittiva, se gli domandate “Mac-user?” vi risponde “Till I die”), grazie al quale condisce frame ritmici con effetti electro-pop. A cerchio chiuso, prendiamo allora la tangente che ci riporta al punto – e forse qui il senso di déjà vu mancato sarà maggiore; Bechtolt è infatti metà di un gruppo a cui abbiamo prestato una buona attenzione ultimamente, ovvero le (anzi “i”) Blow, dei cui due dischi (Poor Aim: Love Songs e Paper Television) ha curato tutte le musiche. 

Tracciato il percorso parallelo, passiamo alla navigazione principale. La crociera del progetto Y.A.C.H.T. (misterioso acronimo) nasce nel 2004, quando Jona (neanche venticinquenne) esordisce con Super Warren MMIV (States Rights Records; 6.8/10), fatto di una casiotronica-electro-dance giocosa ma molto evoluta nella sezione ritmica, speziata di una drill lenta, incastrata da inghippi quasi minimalisti – secondo una rotta simile al primo Dan Deacon (Jonathan Bechtolt, Do You Remember The Summer). I Duemila sono iniziati da un po’, ma Aphex continua a pungolare (Glowing Rock, Melting Bones), con risultati non lontani da Kim Hiorthoy. Jona strizza l’occhio anche all’Europa, e lo farà (rischiando una causa per plagio, ma siamo sicuri si tratti di ironia, o meglio, di mimetismo ludico) anche nella sua ultima opera, come potete leggere nella recensione; il bersaglio non è casuale, i Kraftwerk da Autobahn in poi; The Denver Nuggets usa un retaggio vocale proveniente da quel tecnologismo un po’ decadente, quasi serio; ma da allora questa tradizione non ha avuto grosse soluzioni di continuità – il che non può far pensare a un recupero, quanto al gesto di abbracciare un milieu.


Nel frattempo Jona va in tournée con Lucky Dragons e con Birdman, confeziona altra musica e collabora con il video-artista losangelino Matt Chambers; ne esce MEGA (Marriage Records; 6.5/10), un ricco (ma economico) cofanetto comprensivo di mini album 10”, la copia in CD e un DVD. Tutto a dieci dollari dieci. La musica è simile all’album precedente, una versione più libera (svincolata nella composizione dal formato canzone) dell’esperienza Blow; alcuni video proprio del gruppo di Khaela Maricich vanno ad accompagnare, nel DVD, altri clip di Jonathan e un intero live set.

Nello stesso anno Bechtolt produce tre tracce di Classic Battles dei Manta, interviene, sempre come Yacht, alla compilation Bro Zone della States Rights; insomma, non ha bisogno di pagare l’ormeggio alla sua imbarcazione, se non, almeno per i prodotti usciti per la ragione sociale solista, l’anno dopo. È del 2007 il definitivo compimento dei caratteri di Jona, quando esce Our Friends In Hell, raccolta di remix yachtiani di brani degli amici di cui sopra, oltre che di Architecture In Helsinki, Tussle, persino Mirah.

Il miscelatore è a pieno regime, e ci permette di arrivare finalmente al punto; c’è da stare sereni, a stare a Portland; Jonathan Bechtolt ha un motivo in più per rallegrarsi; quel motivo si chiama I Believe In You. Your Magic Is Real, ed è l’ultima uscita (data 2007) a nome Yacht. Non solo per simmetria con il titolo, noi crediamo in lui.

Scheda: Yacht

copertina pdf #91