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Pubblicazione 02 Marzo 2006

Castanets, Jana Hunter, Piano Magic

Covo, Bologna (17 Febbraio 2006)

Doppietta di report per il tour italiano di Disaffected. Problemi di ritmo e volumi ma i ragazzi se la cavano
Piano Magic
2005

Due date consecutive per assistere ad un concerto pressoché identico, tracklist e siparietti d’intrattenimento compresi, non è mai un’esperienza esaltante, ancor meno se si tratta dei Piano Magic. Nonostante Glen Johnson & Co. sappiano, in studio, insidiarsi tra le falle della personalità umana e provocare un’assuefazione così amabile eppure subdolamente vorace, attraverso percorsi sonori insieme lievi e profondi, malinconicamente visionari, la resa live non è proprio all’altezza delle aspettative.

Preceduti nella data capitolina da una prescindibile Jana Hunter, seguita poi da uno straniante Castanets (i deliri lo-fi Animal Collective condensati in una sola persona), solitari invece nella tappa bolognese, i Nostri alternano intrecci di chitarra che riempiono i polmoni di profumi psichedelici e gli occhi di colori floydiani, attraverso lunghi e corposi crescendo (solenne l’apertura con You Can Hear The Room, quanto altrettanto imponente la chiusura con The Nostalgist), ad un imbarazzante recupero delle sonorità anni Ottanta, con tastiere fin troppo elementari e robotiche ed una sezione ritmica spesso fastidiosa per quanto presente e meccanica (Love & Music e soprattutto Saint Marie, meno splendida di quanto si ricordi).

L’impatto è forte, possente, lascia a casa il pacato languore electro per dedicarsi invece al lato più viscerale dell’ultimo Disaffected (anche se non mancano reminiscenze - le più vigorose - di The Troubled Sleep Of Piano Magic). Non necessariamente un difetto, sia chiaro, ma sostituire il batterista con una drum machine probabilmente non sarebbe stata una cattiva idea.

copertina pdf #91
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