Vantaggi multimediatici. Se leggere recensioni vi annoia o semplicemente siete oltre la parola scritta e vi nutrite unicamente di My Space e You Tube. Ecco quel che fa per voi: il link dello show di Conan O'Brien dove lo scorso maggio Patton anticipa al mondo la lineup e l’appeal del Peeping Tom tour.
Lì troverete: l’ex Faith No More (meno ex che abbiate mai visto), un possente rapper noto anche come human beat box (Rahzel), un tastierista che pare Zorn da giovane (Alap Momin dei Dalek), una vocalist che è un’icona black (Imani Coppola), uno scratcher e turntablist dietro ai technics (Mike Relm) e un trio di smilzi indie-rocker (il Dub Trio). In altre parole, un combo hip hop bianco-nero (con l’ospite …a parti invertite) che ha tutto l’aspetto di un organico da Mtv. Niente è quel che sembra, eppure si respira un’aria fiera ma tranquilla, agguerrita ma per nulla insidiosa, da heavy rotation. Non sentirete Patton prendere in giro i bolognesi e nemmeno lo vedrete puntare il dito medio al pubblico - e ancora - non lo ascolterete al meglio del sarcasmo feroce di cui è leader indiscusso. Da O’Brien, c’è un ragazzo vestito di bianco e una band. Promuovono l’album, proprio come han fatto altri personaggi dello stardom r’n’b stelle strisce, alle stesse regole. Il camuffo c’è ma non si vede. È uno tra i migliori escogitati dall’uomo.
“Era quello che volevo sentire quando accendevo la radio. La mia versione della pop music”, questo dichiarava Patton all’indomani dell’uscita di Peeping Tom. A quello show, c’è il regalo infiocchettato con gli stessi nastrini delle Spears e dei Timberlake, con la carta ruvida dei negroni d’orati. Dal vivo, stasera, il pacco si scarta. Boom! Dimenticatevi le critiche rivolte al disco. Troppi ospiti. Confezione ingombrante. Ambiguità tra avant e pop ecc. Davanti agli occhi del pubblico bolognese c’è il progetto pop marchiato Patton “in chiaro”, tutto il pensiero dell’uomo asservito alla formula pronta a divincolarsi e ricomporsi attorno al formato canzone r’n’b e hip-hop. Soul Mike tiene le fila, infila i trucchi schizofrenici dei Fantomas con parsimonia, tutt’attorno un granitico scheletro ritmico heavy dub a modulare il climax (praticamente gli Scorn più risoluti e grind), tra sensuali vocalizzi e tastiere cosmiche, rapping, “human beats” e djing spinto.
Il singolo (molto Faith No More) Mojo, l’hard funk Sucker, il giochetto “Fantomas meets a Boy Band” di We're Not Alone, tutta un’altra storia: i brani acquistano vesti proteiche, dirette. Sono strutture aperte per interpretazioni estemporanee. Patton, più comunicativo e cinico che mai, è melodico come non lo era dalla cover di I’m Easy senza che la lezione degli ultimi anni sia stata rinnegata. Le gag infine si sprecano. La più bella? “Oh ragazzi, c’è tanto di cui ridere. RIDETE! Fate come me [imita la risata horror]. Pensate, non so, a Berlusconi. A Bush. C’è un mondo da ridere. Lo Tsunami? RIDETE! Ridete perché lo show sta per finire. Non siete svegli? Pensate di essere a un concerto di Carboni? Beh fanculo Luca Carboni”.
Rispetto per Luca, ma lo show da non perdere mai in città è quello di Mike. Venti euro ben spesi.
Scheda: Peeping Tom
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