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Pubblicazione 01 Giugno 2008

Black Mountain

Init, Roma (26 Maggio 2008)

Black Mountain
2008

Molti neo-psichedelici d’estrazione indie (quelli con la barba, per intenderci) finiscono per deludere in concerto. In passato ho visto Entrance annoiare gli spettatori basiti che attendevano Devendra Banhart, i Vetiver galleggiare svagati in un concerto troppo fumoso, i Castanetsestenuare a colpi di feedback. I Black Mountain, nel primo set di un tour che tocca l’Italia per tre date, convincono invece le molte persone accorse all’Init. Un pubblico sorprendentemente folto, visto che nel locale attiguo si esibisce la strana e attesa accoppiata Bill Callahan Vampire Weekend.

La cosa che più impressiona dei Black Mountain è il modo nel quale tutti gli strumenti riescono a farsi spazio in una musica tanto densa e liberata, in un sound che vive nel punto di incrocio tra Black Sabbath e Grand Funk. Lodi quindi al basso di Matt Camirand e alle tastiere di Jeremy Scmhidt, sempre presente col Moog o col Mellotron, eppure capace di non far mai venir in mente a nessuno la temuta parola “prog”. Stephen McBean si posiziona sulla destra, lasciando il centro della scena alla timida, quasi recalcitrante, Amber Webber. Il protagonista è comunque lui, insolito guitar hero, che si lascia trascinare dalla sua poderosa Gibson Firebird – sostituita per qualche minuto da una persino più affilata SG – imponendosi come leader senza bisogno di ostentazioni. Dopo un’eterea apertura costruita attorno alla voce della Webber, il set trova il suo vero inizio in Stormy High, per filare via dritto come un treno fino alla chiusura affidata a Tyrants e al bis Don’t Run Our Hearts Around. I dubbi sulla produzione dei Black Mountain che ha fatto affiorare il recente album In The Future rimangono: si può parlare di scrittura basata su di una formula, di autoindulgenza, di uno spirito in fin dei conti conservatore. Ma dal vivo tutto funziona come dovrebbe, e ci si può semplicemente lasciare andare alla celebrazione del rito. Come diceva un cartello nei Simpsons: “Oggi battesimo. Attenzione, le prime file potrebbero essere convertite”.

Scheda: Black Mountain

copertina pdf #91
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