È tempo di bilanci, per l’agrigentino Temple Rock Festival, arrivato quest’anno alla sua seconda edizione. La scelta coraggiosa di riunire, in un contesto estivo per eccellenza - il concerto sulla spiaggia, in questo caso alla terza spiaggia di S. Leone - una serie di band indie italiane, in prevalenza provenienti dalla regione siciliana, si è rivelata certamente vincente.
Bilancio positivo allora, sia per la meritoria organizzazione, che per la vivace scena regionale, che ha visto in questi due anni l’alternarsi di band da segnalare, come nel 2008 gli agrigentini Eimog, e poi Matildamay, Waines, Il Pan del Diavolo, The Second Grace, Marlowe.
Venendo a quest’edizione, la formula si è attestata sui 4 gruppi per serata e ha visto la partecipazione di numeroso pubblico, segno che la scelta abbastanza eterogenea dei gruppi e il proseguimento dell’esperienza ha creato una base più ampia di ascoltatori. Gli appassionati di questo genere non sono comunque numerosissimi da queste parti, c’è da dire, ma il tono delle serate, da festa allargata sulla spiaggia, ha contribuito a fare il resto.
Piuttosto eterogeneo il cast scelto, che ha visto innanzitutto il blues noise acido dei catanesi UltraviXen, su Wallace Records, che non hanno bisogno di presentazioni per il pubblico di SA, con un live energico e compatto, tra echi wave e post punk; poi i siracusani Albanopower, altra nostra vecchia conoscenza (vedi We Are Demo #12 e la recensione dell'ultimo Maria's Day), che sono apparsi dal vivo più interessanti e ben amalgamati che su disco, con un insieme composito tra psych pop, post rock ed elettronica. Da segnalare anche gli Hank, da Palermo, con il loro pop wave ironico cantato in italiano, l’art rock dei teatrali Famelika, palermitani, già visti al concerto del Primo Maggio, l’inglesissima wave dei veterani genovesi Banshee. A chiudere il festival, i ritmi ipnotici e dance dei torinesi Did che hanno fatto scatenare i presenti, per poi vedersi chiudere dal service l’amplificazione a notte inoltrata… Peccato davvero per il mancato prolungamento delle danze. D'altro canto sia i palermitani Granpa, ancora acerbi che i bergamaschi Nena hanno convinto meno, i secondi dal pop rock più commerciale, che sono apparsi non molto in tema con il resto del cast, ancorché dotati di presenza scenica e appeal nei confronti del pubblico.
La speranza per questo festival è quindi che negli anni possa diventare un punto di riferimento importante per la scena locale e non solo, così come l’analogo affermato Ypsigrock di Castelbuono (PA).
Scheda: Banshee (The), UltraviXen, Albanopower, HANK!, Nena, Granpa, Famelika, Did