C'è grande attesa allo Spazio211 per l'esibizione dei Qui, vuoi perché annunciata e annullata due volte in poco meno di un anno, vuoi perché al microfono del trio c’è Mr. Yow, icona del rock pesante e rumoroso, al pari di King Buzzo o Chris Spencer, guarda caso passati entrambi dalla Ipecac di Mike Patton insieme ad altri eroi di quella stagione.
Il vecchio urlatore è senza dubbio la principale attrazione della serata, nessuno si stupirebbe se il nome della band fosse David Yow & Qui, l'organizzazione stessa ha messo bene in evidenza il suo nome e i suoi trascorsi nei comunicati ufficiali.
Il Nostro non è cambiato, provoca il pubblico, inciampa negli attacchi vocali, si rialza sbraitando e ululando. L'atmosfera è satura e pericolosa, Cronk e Christensen non si tirano indietro e pestano che è un piacere, come in una rissa da ubriachi in cui ci si picchia per il gusto di farlo più che per una ragione precisa.
Nessuna sorpresa finale, né soffitti tirati giù a stivalate, né ombre cinesi a base di genitali, un’ora di noise rock fuori giri e fuori controllo, dall’anfetaminica Gash alla cover Willie The Pimp, fino all’apoteosi Today, Gestation, con Yow che si contorce intorno al microfono vomitando versi e il pubblico che ondeggia e spinge ipnotizzato.
Non si tratta certo della reunion dei Jesus Lizard, ma di due sconosciuti cresciuti a pane e Touch'n’Go che hanno pescato la carta giusta e se la tengono stretta. Il jolly della situazione sarà pure un reduce con un passato glorioso e un futuro da freak circense, ma certi ragionamenti è meglio lasciarli ai sommelier del rock, quando si ordina un boilemaker non ci si cura della qualità della birra e dell'età del whisky, piuttosto che il bicchiere venga riempito fino all'orlo.
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