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Pubblicazione 01 Settembre 2009

Joakim

Disco rock stellare

Da Parigi si smuovono le acque del french touch a ritmo di rock. Novità o perenne mutazione?
Joakim
2008

L'ultima creazione di Joakim, Milky Ways ci parla da un punto alieno dell'electro. L'uomo non inserisce della cruda sintesi nel verbo french, ma complica le cose con bordate di krautrock, post-punk e lo-fi, anzi, a conferma di una strategia 2.0 quanto mai lungimirante, l'album esce a ridosso di una compila retrospettiva dello scorso anno dove a venir remissati erano i protagonisti della scena f-touch (My Best Remixes). Al telefono, tra uno shooting e l'altro, gli chiediamo se in qualche modo sia vicino al krautrock o alla prog: mi sento più vicino al krautrock che alla progressive. La progressive è noiosa. E' una musica fatta da bravi musicisti che suonano per ascoltare il loro stesso suono, mentre il krautrock è più musicale. Non mi piace la 'musica dei musicisti', penso sia noiosa.

Il nuovo lavoro è stato registrato e mixato nello studio casalingo Paris-based, la vecchia e mai decaduta DIY-ness rimpolpata con l'aiuto di una band. E le tentazioni deep? Più che un cambio, penso che sia un'evoluzione. Ho sempre pensato al rock. Adesso posso suonare con una band, ma anni fa avevo solo il mio computer e quindi ero costretto a suonare quel tipo di musica sintetica. L'evoluzione strumentale ha fatto cambiare anche la mia musica. Certe tracce sono suonate live, senza overdubs, quasi in presa diretta. Certe altre sono state rimaneggiate in studio con i soliti tools di editing.

Non è solo lui ad accorgersi di questa tendenza. Dopo aver assistito alle variazioni in casa Warp (vedi Bibio e Grizzly Bear) gli domandiamo banalmente se la musica elettronica stia compiendo una metamorfosi verso il rock. Penso che non si possa parlare di musica elettronica in questi termini, perché oggi qualsiasi musica è elettronica. La distinzione tra rock ed electro sta cambiando. Anche nella dance si usa molto questa mistura. Pensa agli Animal Collective, metà elettronica, metà folk. La gente che naviga in rete non percepisce questa differenza. Non penso che sia importante catalogare per generi.

Già. Ben detto. Il nuovo lavoro fa del melting uno schiaffo in faccia all'ascoltatore. Si parte doom poi si naviga all'impazzata tra post-punk, noise, lounge, funk, disco e pop 80. Un calderone sfacciato che salendo ti riempie i polmoni di quell'aria Animal Collective e un po' MGMT, che fa tanto camp, ma strafatto rock.

Per il nostro, già lanciato con il precedente Monsters & Silly Songs, si prepara una stagione di fuoco. L'importante ora è che non si monti troppo la testa.

Scheda: Joakim

copertina pdf #91