Chi aveva visto gli Zu dal vivo qualche anno fa in tour con i Karate, difficilmente si sarebbe aspettato di rivederli in teatro. Eppure, con il senno di poi, verrebbe da dire che forse il teatro è uno dei luoghi migliori per la loro musica, “rumorosa” quanto si vuole, coinvolgente a livello contemplativo ed emotivo, ma non certo ballabile!
Dopo l’“abbuffata” natalizia, il trio romano è sbarcato a Napoli nell’ambito di ObSessions, stagione di concerti che ha visto alternarsi sul palco del Teatro Galleria Toledo Langhorn Slim, Bachi da Pietra e altre interessanti realtà musicali attuali, italiane e straniere. Davvero pochi convenevoli, quasi fossero un gruppo punk o dei musicisti di be-bop. I tre salgono sul palco, Massimo Pupillo dà una rifinitura all’accordatura del basso e guarda Jacopo, già pronto dietro la batteria.
In un attimo la piccola sala del teatro partenopeo si riempie di un suono pieno e assordante che non trova strade, nessuna direzione, quasi da sembrare l’apoteosi di un finale. L’effetto è spiazzante e la sensazione di disorientamento colpisce gli astanti come una scarica di adrenalina e li inchioda alle sedie. Si capisce da subito che si sta assistendo a qualcosa di molto interessante. I brani dell’ultimo The Way Of The Animal Powers si legano uno dietro l’altro come in una grande suite.
In questo oceano metallico, Massimo sperimenta nuove sonorità infilando “cageianamente” un cacciavite tra le corde del basso, seviziato a più riprese, mentre Luca rantola con il suo sax, che spesso e volentieri usa in maniera percussiva, grazie all’inserimento di alcuni microfoni tra le chiavi dello strumento. Jacopo è il più socievole di tutti: si permette qualche battuta con il pubblico, presenta in modo ironico qualche pezzo (“Questo si chiama pezzo nuovo, perché lo abbiamo appena fatto”) e trascina il trio con un drumming preciso e fantasioso.
Più di un’ora di musica appena sotto la “soglia del dolore” e poi via. Niente bis, così come non c’erano state presentazioni. “Questa è la nostra musica, pensate un po’ come vi pare” sembrano dire i tre allontanandosi senza troppa fretta verso le quinte.
Scheda: Zu
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