Drop Out
Pubblicazione 01 Ottobre 2006

With Love

Dell'amore e di altri demoni (in musica)

Come far confluire talpe e gallerie d’arte, mondi sotterranei e punk, performance avanguardistiche e altro ancora senza perdere le coordinate. Benvenuti nel mondo di Nico Vascellari e dei With Love.
With Love
2006

L’uscita di A Great Circle per una delle più importanti e hype etichette statunitensi, la GSL già casa tra gli altri di Mars Volta e !!!, rappresenta l’occasione giusta per approfondire finalmente il discorso With Love. Il quartetto veneto è infatti il fiore all’occhiello della scena underground italica, sia per il percorso strettamente musicale che porta avanti ormai da quasi un decennio, sia per quello legato ad uno dei suoi componenti, Nico Vascellari, cantante e ormai artista di grido nelle arti visuali e performative.

Dalle evoluzioni screamo crust-core degli esordi al prisma luminescente rappresentato da A Great Circle i With Love hanno portato e portano avanti un discorso musicale e non solo tra i più interessanti e affascinanti dell’intera scena italiana. Il confine, se di confine si può parlare in termini musicali, si sposta magicamente in avanti ad ogni singola uscita grazie all’alchimia creatasi all’interno di un quartetto all’avanguardia nel senso etimologico del termine, capace cioè di rivoluzionare e rivoluzionarsi ad ogni passo senza remore né blocchi di sorta… in cui le istanze meramente musicali non possono prescindere da quelle più ampiamente artistiche rappresentate dal frontman Nico Vascellari e viceversa.

Un percorso che vede come temporaneo punto d’arrivo il nuovo cd/dvd A Great Circle uscito da poco  in un lussuoso package in cui ogni dettaglio è curato nei minimi particolari. A suggello del rapporto con l’etichetta americana i With Love hanno intrapreso un tour americano piuttosto ampio in compagnia di un altro gruppo targato GSL, gli Year Future del padrone di casa Sonny Kay, indimenticato leader dei seminali VSS; tour che li ha visti ottenere grandi riscontri di critica e di pubblico e che si è dipanato per oltre 20 date nella costa est degli Stati Uniti e del Canada.

Intervista con Nico Vascellari.

Partiamo proprio dal tour americano, cosa piuttosto insolita per gruppi italiani. Sappiamo, almeno leggendo i forum di discussione online, che il gruppo è stato ben accetto in suolo americano e non solo perché rappresenta una eccezione o una “esotica” curiosità. Come è andata?

E’ stata una bellissima esperienza sin da quando ci siamo trovati insieme a New York a provare in una sala prove di Brooklyn sotto un piccolo bar messicano. Partendo dalla data a Washington finita in delirio collettivo assieme a Ian Svenonius passando attraverso il furto in un pub di un enorme Spider Man riempito di gomma piuma per concludersi con il nostro ultimo concerto a New York interrotto dalla padrona del posto dicendo che eravamo troppo chiassosi…in generale direi che abbiamo incontrato persone ospitali e professionali e un pubblico molto curioso, accogliente e eterogeneo.

È ben nota la flessibilità del suonare live negli Stati Uniti. In particolare le scene off – e penso ai vari gruppi della cosiddetta scena newyorkese (Liars, Yeah Yeah Yeahs, Wolf Eyes, ecc.) – sono solite suonare in situazioni per lo meno inconsuete, quali capannoni, edifici abbandonati, oltre che case private. Anche With Love hanno sempre suonato in ogni tipo di luogo. Per quanto riguarda la vostra esperienza, limitata a luoghi tutto sommato consoni alla dimensione live, avete notato delle differenze rispetto al suonare in Italia?

In america non esiste lo squat. Ad eccezione di questo non direi di aver notato particolari differenze. Un concerto punk si può imbastire in poche ore li come qui in ogni sorta di luogo. Con With Love abbiamo suonato in bettole di montagne e club, sagre paesane e squat, garage e salotti di amici qui in Italia cosi come negli Stati Uniti, Europa e in Giappone. Se vi trovate a New York vi consiglio di visitare il sito di Todd P, promoter locale sempre pronto nel segnalare concerti indipendenti nelle situazioni più svariate (www.toddpnyc.com).

L’impatto live dei With Love è molto fisico e visivo non solo per le tue attività extramusicali. Le vostre esibizioni dal vivo sono solite essere molto coinvolgenti dal punto di vista performativo. Che tipo di live avete proposto durante il tour e che reazioni ha avuto il pubblico nord-americano?

La struttura di base del concerto ruotava intorno alla scheletro centrale della colonna sonora di A Great Circle. Abbiamo stabilito delle parti in cui ognuno di noi avrebbe potuto trascinare il resto della band in un’improvvisazione oppure verso qualche canzone da Tuoni Fulmini e Saette oppure I Love Cul De Sac. In linea di massima si e’ sempre propeso per un’improvvisazione. Le reazioni direi sono state molto positive e incuriosite. Abbiamo avuto diverse proposte per futuri tour e progetti che concretizzeremo quanto prima.

Vista l’ampiezza del tour intrapreso e soprattutto la compagnia (gli Year Future, band del padrone di casa Sonny Kay) credo sia d’obbligo chiederti come è nato il rapporto con la GSL? Chi ha contattato chi? Chi ha cercato chi?

Il rapporto con Sonny Kay è nato diversi anni fa dopo il tour fatto insieme ai Locust di cui lui era al tempo tour manager. Sonny aveva inserito i live di With Love nella sua playlist di fine anno. Da allora siamo sempre rimasti in contatto. Ci siamo rincontrati un paio di anni fa al festival di Ieper in Belgio dove ho avuto modo di parlargli di A Great Circle che era quasi ultimato. Gli ho inviato il trailer e la registrazione dell’album come mi aveva chiesto e da li è nata la sua proposta.

La produzione da parte di GSL del vostro ultimo lavoro – anche se sappiamo che non è un vero e proprio nuovo album del gruppo quanto un tuo progetto visivo/performativo con musica del gruppo – è di notevole fattura. Un bel packaging ipercurato che unisce al video delle 3 performances un cd audio con la colonna sonora. L’accoppiata audio/video oltre a rappresentare un momento di espansione del concetto di musica ad ambiti altri quali la performance, la video-art, il cortometraggio molto in voga ultimamente anche nei giri più underground (penso ai Liars o alle ultime produzioni targate Load Records come Paper Rad o Barkley's Barnyard Critters, progetto a fumetti del bassista dei Lightning Bolt) è anche sinonimo di investimento da parte dell’etichetta che crede in un messaggio di più ampio respiro. Nella tua doppia veste di musicista e video-performer come vedi questa compenetrazione tra linguaggi tutt’altro che distanti?

Mi piace e interessa quando effettivamente necessaria. Mi riferisco al completamento dell’opera sia essa musicale o artistica. Credo che in questo preciso momento molti musicisti sentano particolarmente necessario personalizzare ed arricchire i propri album in modo da renderli più appetibili al pubblico sempre più incline a scaricare le tracce via internet trascurando fattori talvolta inscindibili come il packaging e la veste grafica.

With Love
2006

Mi interessa molto la questione download. Considero un disco qualcosa da ascoltare, ma anche e soprattutto da guardare (artwork, foto, ecc.) e leggere (testi, note, messaggi, ecc.). Cosa pensi del download? Esso è effettivamente la riproposizione per il terzo millennio della circolazione della musica attraverso i nastri/cassette o diventa semplicemente nemico sia dell’artista/musicista che vede sminuito il proprio lavoro di ricerca, sia del fruitore che perde inconsapevolmente gran parte dell’immaginario che l’autore vuole comunicare?

Il parallelo cassetta/cd-download trovo sia corretto. L’aspetto democratico e popolare di questi fenomeni penso sia molto positivo considerando anche il costante rincaro dei cd-dvd-vinili. Con il tempo comunque gli artisti-musicisti (e loro case di produzione) svilupperanno sicuramente le tecniche per girare anche questo a proprio favore, nel frattempo io rimarrò in ogni caso un amante dell’oggetto, feticista delle copertine e degli inserti che aggiungerò alla mia collezione. L’idea della perdita di un frammento dell’opera trovo personalmente possa essere intrigante e probabile generatrice di nuove fantasie e significati il che non mi dispiace affatto.

A Great Circle è stato presentato in una serie di performances che hanno molto di situazionismo, penso qui alla performance di Bologna del giugno 2005 (Mentre il video veniva proiettato all’interno del Raum di Bologna ho percorso le strade della città alla guida di una macchina  munita di megafoni sul tetto che emettevano la colonna sonora. Qualora la mia azione fosse stata interrotta anche la proiezione avrebbe dovuto esserlo) o a quella di Roma a bordo di un bus. Quale è, se c’è, il messaggio che vuoi comunicare? E poi in un tipo di comunicazione molto d’impatto, non si corre il rischio di far prevalere il medium al messaggio, in questo caso la situazione, il momento performativo al video/performance?

Ho sempre dato enorme importanza alla scelta dei luoghi in cui inscenare le mie azioni. A Great Circle e’ in particolar modo legato ad un’idea di "fuori luogo"… penso per esempio al concerto di With Love in una delle piccole stanze della galleria che ha ospitato "Buio Primario" comunicato parallelamente al mondo della musica e a quello dell’arte nel tentativo di creare una sorta di spaesamento nel momento in cui l’azione è andata in scena. Non c’e’ differenza tra medium e messaggio. Azione e video si compenetrano a volte armoniosamente altre volte collidendo in maniera apparentemente sconnessa.

La stratificazione di linguaggi artistici che usi spesso nelle tue performance è visibile. Pensiamo ai luoghi inusuali in cui ami proporre le tue performance (doline carsiche, pullman, tunnel creati appositamente o luoghi canonici usati in maniera atipica) o all’importanza che essi stessi hanno in A Great Circle. Cosa significa per te il luogo?

Nel momento della performance il luogo diviene un territorio all’interno del quale impongo le mie regole. Sento il bisogno di rendere evidente la scelta di un posto e il fatto che me ne sono impossessato. Lo difendo. Lo apro agli estranei quanto e quando sento necessario.

Le tue performances e la tua attività artistica in generale hanno permesso a un gruppo come With Love di suonare in musei e gallerie d’arte. Come vedi lo "sdoganamento" del punk in ambiti che seppur informali sono pur sempre distanti dai luoghi originari (squat e circuiti underground). Questa commistione ti spaventa o ti incuriosisce?

Nè l'una nè l’altra cosa. Pur essendo consapevole della settorialità e della chiusura che sia il punk e l’arte hanno io ho semplicemente sentito naturale e necessario questo spostamento. Se possibile cerco di non scindere la mia persona in parti anche perché non ho particolare consapevolezza di dove  inizi una e dove finisca un'altra.

Ritornando alla musica – fondamentale secondo me tanto quanto le tue immagini video di cui sono perfetto contraltare – per la proposta del gruppo sono stati usati termini come punk, noise, emoviolence, ambient punk e postrock cinematico. Una serie di riferimenti che stanno tutti molto bene al suono della band ma che dimostrano una notevole eterogeneità e la conseguente non classificabilità. Ho notato nel video la stessa plurireferenzialità: immagini rurali in slow motion frammezzate a incubi vertiginosi di frames al limite dell’epilessia, ossessività mista a rilassatezza, ecc. Chi ha influenzato chi? Cosa nasce prima? In poche parole, da dove proviene A Great Circle?

A Great Circle è nato come progetto autonomo alla band. Avendo però percepito sin da subito l’influenza che l’esperienza con With Love aveva avuto nel mio concepire il progetto ho pensato che la cosa migliore fosse proporre la partecipazione diretta al resto del gruppo. Quando ho portato a termine le tre performance che compongono il video avevo idea di come avrebbe dovuto essere il montaggio e possibilmente la musica. Sono partito con un pre-montaggio che ho discusso in sala prove con il resto di With Love. Una volta imbastita la musica sono ritornato al video e poi nuovamente alla musica. In studio di registrazione con un monitor vicino.

With Love
2006

Un progetto di ampio respiro, dunque. A questo proposito With Love hanno sempre curato il rapporto con altri gruppi e penso qui ai vari split o alle collaborazioni esterne. Nello specifico tu hai collaborato anche con artisti jazz di spessore internazionale come Fresu. Sappiamo di un tuo coinvolgimento con Sunn O))). Cosa puoi dirci a riguardo?

Non è esattamente un coinvolgimento con Sunn O))). Il mio prossimo progetto intitolato Cuckoo (28 novembre VIAFARINI, Milano) prevede una sonorizzazione creata insieme a Stephen O'Malley dei Sunn O))) e John Wiese che con loro ha collaborato ad alcune tracce dell’album “Black One” e nello split con gli Earth oltre che avere una vastissima e ottima discografia solista. Parte di questa sonorizzazione verrà registrata durante una performance live che si svolgerà il giorno dell’inaugurazione all’interno di un’installazione in legno e marmo, il resto in uno studio nei giorni successivi. Da qui un nuovo video e un nuovo disco…

Sappiamo che With Love stanno per registrare il nuovo vero album. Dopo il picco sempre crescente rappresentato da Tuoni Fulmini Saette e da A Great Circle cosa ci riserverete?

Stiamo lavorando a nuove canzoni in cui la presenza degli strumenti a corde sta incominciando a diminuire. Ogni "prossimo disco" deve essere una sorpresa. Soprattutto per noi.

Una ultima domanda per farti scoprire più di quanto permetta la musica del gruppo o la visione delle tue opere artistiche. Ultimo libro letto, ultimo film visto e ultimi 3 dischi comprati/ascoltati.

Libro: Paolo Palma - "New Alphabet, Wim Crouwel e la tipografia sperimentale" Mircea Eliade - “Shamanism”

Film: Miranda July – “Me and you and everyone we know” Alejandro Jodorowsky – “El Topo”

Tre dischi ascoltati mentre ti rispondevo: Ulver - “Blood Inside” Xasthur/Leviathan - split Jacob Kirkegaard - “Eldfjall”

Scheda: With Love

copertina pdf #91