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Pubblicazione 07 Marzo 2008

White Hinterland

La ragazza non abita più qui

Dal Massachusets e ritorno, imparando l'arte di complicare le cose con leggerezza. E di smarcarsi da certi percorsi che parrebbero segnati in partenza. Piccola storia di una vicenda giovane ma già ricca di umori, sfumature e promesse strane.
White Hinterland
2008

"For the present and foreseeable future, there won’t be any more Casey Dienel". Queste le parole apparse uno dei primi giorni di gennaio sul sito web dei White Hinterland, band al debutto per la label Dead Oceans, realtà satellitare di Secretly Canadian. Vale a dire, quella che sembrava l'ennesima notevole interprete dei rinnovati crucci a cavallo tra post-modernità e tradizione, ha deciso di fare un passo indietro e "limitarsi" al ruolo di front woman per un sestetto tra i più interessanti di questo avvio di 2008.

Proprio perché Phylactery Factory è un gran bel disco, nel quale la calligrafia della giovane Casey - che scrive tutti i pezzi - dimostra considerevoli evoluzioni, non rimpiangiamo l'accantonamento della sua carriera solistica. Che Wind-up Canary (Hush Records, 14 marzo 2006) inaugurò in maniera più che promettente. Un'appassionata e disinvolta vena folk, jazz, rumba e soul al servizio di canzoni fresche seppure velate di solennità seventies (la non meno che incantevole The La La Song), il trepidare Laura Nyro e l'allampanato languore Fiona Apple (Fat Old Man), l'estro spiegazzato/sbarazzino di una Feist mischiato al fascinoso sconcerto di Howe Gelb (Doctor Monroe), una Joanna Newsom stemperata Joni Mitchell (Tundra) e anche se volete il meeting perfetto tra Norah Jones e Tori Amos (Everything). Pianoforte, archi, ritmica quanto basta, qualche ottone a colorare: questi gli ingredienti. Misura e versatilità che non sorprendono, tenuto conto che Casey - classe '85 da Scituate, Massachusetts - respira musica fin da bambina, tra precoci lezioni di piano, la classica band adolescenziale (gli Helen Keller, per la cronaca), quindi iscrivendosi al prestigioso New England Conservatory of Music di Boston.

E' proprio con un manipolo di spiriti affini frequentanti lo stesso istituto, animati da un magico spirito dilettantesco, che Casey realizzò l'album di debutto, del quale s'invaghì Chad Crouch, boss della Hush Records, indipendente di Portland celebre per aver tenuto a battesimo i Decemberists. La critica apprezzò ed il pubblico pure. Ormai stabilitasi a New York, la Dienel annunciò un EP a fine 2006 - Vessels - che però non vedrà mai la luce. E questo è tutto. La notizia del ritorno al natio Massachusetts nel novembre del 2007 non lasciava presagire nulla di buono. Poi però arriveranno quelle parole. E quella band. Una ripartenza. In contropiede.

copertina pdf #91