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Pubblicazione 01 Giugno 2007

Parenthetical Girls, My Awesome Mixtape

Zero, Bergamo (04 Maggio 2007)

Un sistema di attese disatteso
Parenthetical Girls
2008

Un sistema di attese disatteso. Quando uno teme che l’ala del mentore Jamie Stewart sia troppo ingombrante da gestire per una band, vedere sul palco un gruppo spalla (i bolognesi My Awesome Mixtape) che fanno ambientare ai sospetti Xiu Xiu aumenta le riserve. Ma né i My Awesome (tramite escamotage indie-pop) né chi verrà dopo confermerà il timore. E la fruizione del concerto si spoglierà di ragionamenti così schizzinosi. Certo, nella musica dei Parenthetical Girls, anche dal vivo, si percepiscono le pose tese del gruppo di Jamie, come un (molto più velato) disfattismo fatto di arzigogoli di rumore. Sono poi di Portland, e a quanto pare una vena arty in quel posto ce l’hanno quasi tutti.

Ma la sola loro presenza è ingombrante per loro stessi. E ciò, più che peso impellente, ne diventa l’arma per eccellenza di seduzione del pubblico. È l’androginia tenera e inquietante di Zak Pennington che invade il palcoscenico, come l’eterea figura al violino di Rachael Jensen, il suo sguardo severo e perso insieme. Le melodie tronfie e struggenti (ma mai pacchiane) ma anche fragilissime. Visto che a me piacciono i limiti, le zone di frontiera del comportamento, non ho potuto non notare un ibrido tra il distacco teatrale e lo scazzo esistenziale. Il mascheramento ruffiano da ingestibile diventa impalpabile. Zak non inscena il mettersi la maschera, la interpreta con coerenza e coesione imbarazzanti, come quando, in mezzo al pubblico, si sdraia a terra a pancia in giù, muovendo i piedi in aria come un bimbo o una pin-up, cantando con la faccia appoggiata a terra (così pure il microfono).

Spesso i musicisti teatralizzanti mostrano il meccanismo di avvicinamento alla maschera da parte della musica, del tipo: “Se dovessimo recitare quella parte, faremmo così”. Zak passa direttamente a interpretare, senza mettere in luce il meccanismo di entrata nella parte. È così che si ipnotizza un pubblico, non dandogli tempo di fare i suoi discorsi razionali. La prosa della loro musica è attoriale, e dal vivo tutto ciò esplode come un trip nei boschi. I Parenthetical Girls sono spettacolo, non fanno il vaudeville. Noi sospendiamo la nostra incredulità di pubblico musicale.

copertina pdf #91
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