Label rubriche
Pubblicazione 01 Dicembre 2006

Riccardo Sinigallia

Circolo Degli Artisti, Roma (30 Novembre 2006)

“Sei con la band?” mi chiedono all’entrata del Circolo degli Artisti. Sì, siamo tutti ospiti di Riccardo questa sera. Come sempre, quando passa da Roma, il live diventa pretesto per trascorrere una serata con amici. Di una vita o sconosciuti che siano. È successo tre anni fa, all’epoca del debutto solista, e si ripete anche oggi. È un po’ come imbucarsi ad una festa: tanti visi più o meno noti, chiacchiere, birra. E Riccardo, seduto al pianoforte ad aprire e zittire tutti con Finora, senza l’enfasi e la coda sintetica del disco, ma con umile coraggio.
Riccardo Sinigallia
2006

Un uomo, prima ancora che un artista, esattamente a metà strada, proprio come il titolo dell’ultimo album. Sereno, insieme ai compagni di sempre (Laura Arzilli, il fratello Daniele Sinigallia, Matteo Chiarello, Alessandro Canini), teso ad accogliere i presenti in un abbraccio melodico rassicurante, stranamente familiare, fatto di una solida e nostrana tradizione cantautorale, che perde in parte il vezzo della sperimentazione elettronica (se non per alcuni effetti sulla voce e giochi di synth), per dedicarsi anima e corpo al sound organico e viscerale degli strumenti.

Delusione, sorpresa, coscienza di se stessi e degli altri, voglia di ricominciare guardando avanti, di Uscire fuori con rabbiosa elettricità dal bozzolo di illusioni e insicurezze costruito negli anni. Sono le sue storie, ma anche quelle di ciascuno di noi. Parole come confessioni. Sussurrate con la chitarra in Una canzone per Fede, rigonfie di amorevole pathos in Laura, rarefatte e sognanti in Se potessi incontrarti ancora. Poi il presente che si riappacifica con il passato in La descrizione di un attimo e Bellamore, microfono strappato dal pubblico per due episodi di accesa coralità sempre più rari da vedere e vivere.

Tra un problema tecnico e un daje, Laura!, si ride e si scherza, ci si prende in giro (i cavi malfunzionanti e impolverati dalla storia del Circolo, il bis senza Alba chiara, perché quella “non la sappiamo”), si ricorda generosamente chi non c’è (Emidio Clementi e Francesco Zampaglione) e si ringrazia per essere stati insieme. Oggi come ieri, il potere della canzone italiana d’autore.

copertina pdf #91
Vuoi pubblicare un annuncio in questo spazio? Scrivici!