Insieme dal 2000, Methel e Lord (moniker rispettivamente di Sergio E. Ferrari – cantante e chitarrista - e Gianmarco G. Carlucci – elettroniche varie) piazzano subito un colpo importante aggiudicandosi l’edizione 2001 della sezione emergenti del festival Enzimi, quindi si dedicano alla composizione di musica per alcune rappresentazioni teatrali. E si arriva al 2003, all’album di debutto, quel Pai Nai che traccia un solco tutto suo, obliquo e sparso, nel panorama “indie” italiano, aggiudicandosi una sfilza di recensioni positive fino all’apoteosi del premio Fuori Dal Mucchio edizione 2004. Quello che segue è il risultato di un’intervista via mail un po’ scorbutica e pasticciata (mea culpa), infarcita di spigoli che fanno capire un bel po’ di cose.
Non essendo dei venditori di tappeti, scarpe e aspirapolvere ed essendo ormai la musica diventato un “prodotto” come la mozzarella che, per essere venduta, ha bisogno dello slogan giusto, io non saprei come definirla... In generale gli altri la identificano come “indie rock”.
Di certo non ci siamo messi a tavolino a tentare di progettare un qualcosa di. E’ naturale che se nella vita, ad uno, capita di ascoltare da Belinda Carlisle a Frank Zappa, nella testa girino le più improbabili miscele.
Molto più di passato che di presente. Alcuni brani, come Venedig 96, sono nati più di 10 anni fa.
Beh, sul disco principalmente miriamo a quello. Naturalmente nel concerto le cose si ampliano notevolmente, raggiungendo la sfera teatrale e di danza. Sempre intese a nostro modo, naturalmente.
Dipende. Se avessimo dovuto presentare questo progetto ai “Piccoli Fans” forse sì…. Ma credo non sia una musica così complessa; certo richiede un minimo di tempo per organizzarci che questa società frenetica impedisce. Ma se dobbiamo fare della musica per essere subito riconoscibili o che sia canticchiabile al primo ascolto, non ci siamo, noi non siamo così.
L’avventura è iniziata come un gioco ma non lo sta più diventando. Sta subentrando la noia, ecco cosa… Il pubblico, la grande maggioranza naturalmente, esce la sera per bere un cocktail e rimorchiare; perciò potremmo anche suonare cover di Mino Reitano (con tutto il rispetto per Mino Reitano), beato lui, tanto alla gente “nu jene pò fregà de meno”.
La stampa mi ricorda, nella maggior parte dei casi, i critici delle mostre di quadri in cui anche nelle peggiori “croste” trovano qualcosa che ricordi loro il Caravaggio o il Pinturicchio. Ormai alle recensioni quasi nessuno ci crede più perché, anche se un terzo di queste non sono manipolate da alti poteri, come fa un povero cristo a distinguere quella onesta da quella disonesta? Perché non leggo mai di un disco veramente orribile quanto poi ne sento così tanti? Non escludo a priori il mio.
A saperlo anche noi… Varie incognite calano sul nostro capo prima di ogni concerto. Riuscirà il sassofonista, maestro di sci, ad arrivare in tempo per il soundcheck dalla montagna? Riuscirà Lord a distribuire tutti i volantini in tempo per arrivare alle prove? Per il resto, ci accompagnano le “Painettes”, due graziose ragazze che contribuiscono a rendere lo spettacolo ancora più teatrale e particolare. Organizziamo sempre qualcosa di differente ogni volta, sia musicalmente che per i monologhi del Professore, prendendo spunto anche dall’attualità.
Del pubblico ne ho parlato precedentemente. Forse potrà sembrare tutto un po’ spocchioso ma, purtroppo, non saprei cos’altro rispondere. Mi piacerebbe un pubblico come nel film The Doors che fa nudo il trenino dell’amore. Ma se ormai nei locali è vietato fumare, figurarsi i trenini…
Innanzitutto il titolo è Heroina mon amour (ooops! E’ vero, sorry, lapsus ultravoxiano… - ndi). Poi le radio non è che le abbia mai ascoltate molto ma, anzi, devo dire che da quando ho iniziato a fare varie interviste nelle varie emittenti italiane, ho visto alcune belle realtà e belle persone di cui molti, gratuitamente, si impegnano giorno e notte per tenere viva una cosa che crei un progetto…
Immagino che tu sei un amante di Battiato o dei testi di Panella (oddio, amante… Diciamo che non li disdegno - ndi), ma non capisco gran parte della domanda. Che significa la frase “alla luce del
"disimpegno" imperante in fuga verso le trame sghembe del Pavement-style”? A noi i testi piace lasciarli criptici e possibilmente intraducibili come gli alfabeti faenoriani del Signore degli Anelli.
Non so se questa mia risposta verrà censurata dall’alto e arrivi a te intonsa… Ma andare ai locali a Roma, e penso sia così ovunque, costa… E la tessera, e il biglietto e la consumazione obbligatoria… Ora, io che non faccio nulla, Lord che dà i volantini… Ma come facciamo ad andare ad ascoltare tutte queste persone? Alcuni li ho sentiti per caso perché suonavo prima, dopo o durante un concerto (in un’altra sala) e, naturalmente, questa primavera sonora mi pare un tiepido autunno. Poi, di certo, non ci possiamo paragonare a Riccardo Sinigallia e Frankie High NRG - quest’ultimo neanche sapevo fosse romano (vabbé, certo, è di Torino, solo che è talmente immischiato con la scena romana che… cazzo, lasciamo perdere, non ne azzecco una - ndi) - essendo molto più conosciuti di noi. Io spero che a Roma ci sia un posto dove la musica possa essere realmente in primo piano e non uno specchietto per le allodole vogliose di birra e per i localari affamati di denaro da non dividere con nessuno.
Movimenti che smuovono ed evolvano la musica in Italia non ne ho notati, forse ci saranno pure ma saranno mai stati fatti passare per delle radio? Saranno mai stati recensiti “realmente”?
Il futuro che avanza, ben venga il futuro. Si ha sempre paura, soprattutto chi possiede i capitali, del futuro perché gli crea incertezza e ha paura che qualcuno gli privi il mal tolto. Ma chi ha poco o nulla è una forma di speranza (che risulta quasi sempre poi vana). Quando ho visto un giorno in una rivista i Pooh sopra una schiacciasassi distruggere migliaia di copie pirata, sinceramente un po’ mi hanno fatto pena, un po’ schifo, un po’ rabbia perché invece di essere pagati loro per fare questa buffonata, la S.I.A.E. avrebbe potuto impegnare gli stessi soldi in cose molto più intelligenti.
Scheda: Methel & Lord
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