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Pubblicazione 01 Agosto 2006

Indicrazia festival

Indicrazia, Viterbo (07 Luglio 2006)

Cornice medievale e suoni (post)moderni in una piacevole serata estiva. Disco Drive e Winter Beach Disco: due discoteche a base di chitarre e batterie.
Winter Beach Disco
2007

Graditi ospiti del minifestival Indicrazia, svoltosi all'interno del programma estivo dell’ArciViterbo, i Disco Drive si presentano in formazione rinnovata e stupiscono con la nuova formula: da gruppo simil fighetto al traino dell’effimero filone p-funk a vera e propria macchina da guerra ritmica con tanto di raddoppio della batteria da parte del chitarrista Alessio, la trasformazione – forse grazie al rodaggio di un’incessante attività dal vivo, si mormora di 200 live nell’ultimo anno! – si mostra in tutta la sua bellezza accattivante.

Il trio ha presentato i classici, ma soprattutto alcuni inediti che mostrano una totale evoluzione. E sono proprio i brani nuovi a lasciare ben sperare per la piega da prendere in futuro. Se It’s A Long Way To The Top con le sue armonie vocali ricorda a tratti Tv On The Radio è What Are You Talking About And Why Are You Talking About It (se non abbiamo capito male il titolo) il pezzo in cui si notano gli sviluppi più interessanti. Sembra di ascoltare degli Oneida in acido che si spostano ubriachi tra accenni quasi folk, cavalcate ritmiche e scatti nevrotici. E proprio i newyorkesi sembrano essere, molto più del carrozzone p-funk, la pietra di paragone – non l’influenza sterile - sulla quale calcolare il valore del gruppo in futuro.

Con la chiesa medievale cantata da Dante nell’Inferno sullo sfondo, in precedenza il gruppo di casa - e tempestivo organizzatore dell'evento - Winter Beach Disco non si è risparmiato affatto: sono così sfilati tutti i classici del gruppo come Gianni Bugno o Meet Me At The Cuba Libre Tonight. Un trionfo rock’n’roll che farebbe impallidire i pur validi (International) Noise Conspiracy, e in cui hanno trovato spazio alcuni inediti che dovrebbero finire nel nuovo disco.

Un coraggio sicuramente da incitare, così come l’invito ai ragazzi di WBD ad organizzare in proprio un bel mini festival come questo, mosso tra arti visuali e musica con contributi di una serie di artisti giovani ma non sprovveduti (Seblat Bolletti, Paolo Cipriani - chitarrista nei WBD, Face The Fact e Gaia Corporation -, Alessio Tosoni, Alessio Nunzi, Giorgio Santucci), il tutto incastonato nelle suggestive ambientazioni medievali del centro storico della città. Della serie: “si fanno le nozze coi fichi secchi”.

copertina pdf #91
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