Leggendo la sacra bibbia dell’informazione 2.0, Wikipedia, veniamo a conoscenza del fatto che "Indie rock è l'abbreviazione di -independent rock-, perché molti dei suoi artisti sono o sono stati firmatari ad etichette discografiche indipendenti, piuttosto che grandi case discografiche. Esso non è strettamente un genere musicale (anche se il termine viene spesso utilizzato per far riferimento al suono delle band specifiche o quelle che lo hanno influenzato), ma è spesso utilizzato come un termine generico che costituisce una vasta gamma di gruppi e di stili, collegato da alcuni da un senso di fedeltà ai valori della cultura underground, controcultura, e (ogni tanto) descrivibile come appartenente alla musica rock”.
Una definizione ottima perché dice tutto e dice niente, vaporosa e poco concreta come del resto è l’oggetto stesso del discorso. Si può certamente dire che l’indie rock è passato dall’essere una filosofia di fondo, come un vessillo etico e morale, nelle decadi ’80 e ’90, quando il mercato discografico era ben diverso da quello attuale e le major facevano il bello e il cattivo tempo, a quello che ora è un sottogenere tout court. Il tempo in cui i Fugazi imponevano il prezzo di dischi e concerti a 10 dollari è finito da un pezzo e si suona ormai per il puro piacere di suonare e di emergere comunque in un mercato molto più difficile e assai più affollato. E’ in questo senso che salutiamo il debutto dei Clues, come lo stato dell’arte dell’indie rock nel 2009. Quindi il miglior disco possibile di un genere ben preciso, che di etica e morale non gliene può fregare di meno, quanto piuttosto dello stile e della musica in primis.
I Clues debuttano sulla lunga distanza, ma di fatto sono il parto nato dall’unione tra l’ex Unicorns, Alden Penner e l’ex Arcade Fire, Brendan Reed, più un nugolo di affiliati canadesi al giro Hotel2Tango: Ben Borden (Les Automates de Maxime de la Rochefoucauld), Lisa Gamble (Gambletron, Evangelista, Hrsta) e Nick Scribner (Chaotic Insurrection Ensemble). Nasce da qui probabilmente l’uscita del disco per la comoda e autorevole Constellation, che pare aver abdicato totalmente all’idea di proseguire lungo la strada del post rock d’orchestra. I Clues però fanno proprio gioco a parte nel catalogo dell’etichetta. La musica del gruppo parla soprattutto argomenti come post-punk, folk e pop. In più mettiamoci un’attività live vigorosa dalle parti di Montreal che ha portato la band sulla bocca dei talent scout d’ordinanza e la parola “hype” fa presto a fare capolinea da dietro l’angolo.
Scheda: Clues
2002-2009 SENTIREASCOLTARE music magazine. Registrazione Trib.BO N 7590 del 28/10/05
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