La storia della musica è costellata di gente incompresa che, magari, ha faticato una vita raccogliendo solo briciole. Non andatelo a raccontare a Jennifer Charles e Oren Bloedow, da quindici anni al centro degli Elysian Fields. Band di valore marchiata da sostanziale indifferenza, della quale non ti capaciti considerando il physique du role di Jennifer e le relative corde vocali da Hope Sandoval rotonda e matura, da P.J. tutta sussurri e intarsio. Soprattutto allorché presti orecchio al loro equilibrato incrocio di folk, rock e jazz cui dona aggiuntivo fascino l’aura intellettuale giammai pretenziosa. Canzoni calde e appassionate le loro e il problema sta lì: nel non ostentare muscoli o supponenza, preferire mistero e lavoro di bulino scansando il possibile campare di rendita sul look e le formule annacquate. Meglio appagarsi trafficando con la crema sonora di New York e approdare in scioltezza a un quinto lp maturo e splendido. Dietro il quale c’è una storia tortuosa che parte da un contratto con Radioactive/Universal che nei Novanta cagiona l’ottimo esordio Bleed Your Cedar con Steve Albini al timone. La critica li esalta e un tour ne fa delle stelline oltralpe; pongono così le basi per un secondo disco sempre con l’ex Big Black, tuttavia l’etichetta lamenta un suono troppo oscuro e aspro; si rompe definitivamente nel 2000 e da allora il disco giace a prendere polvere.
Ce n’era abbastanza da schiantare chiunque e dove sarebbe la novità, ma i Nostri fanno quadrato ed escono su Jetset con Queen Of The Meadow. Ancora l’Europa si mostra più ricettiva e lo stesso varrà tanto per Dreams That Breathe Your Name - edito per i tipi PIAS sei anni or sono - che per Bum Raps & Love Taps del 2005. Da lì avevamo perso di vista i Campi Elisi, pensandoli tranquilli in casa a scrivere e cacciare il naso fuori per andare a teatro oppure in sala prove. Lo scorso mese è invece saltato fuori dal nulla, grazie ai buoni uffici della transalpina Vicious Circe, The Afterlife (cfr. spazio Recensioni): incantevole sin dalla copertina, avvolge tra strutture articolate e arrangiamenti ricchi; senza leziosità, si fa strada e seduce poco a poco. Occorre prestare un po’ d’attenzione in più dell’usuale all’incontro tra Tindersticks e Rachel’s Ashes In Winter Light, all’esotica Only For Tonight e alla romanticissima The Moment: presto s’imprimeranno nel cuore e il resto verrà da solo, abbiate fede. Fossimo in Jennifer e Oren, però, un bel colpo di nocche sul legno lo daremmo comunque…
Scheda: Elysian Fields
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