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Pubblicazione 29 Marzo 2009

Here We Go Magic

Luke Tempe In Graceland

Dalla città delle streghe a quella che non dorme mai.

Ancora New York. Luke Tempe, cittadino acquisito della grande mela, travasa il faccione bonario di Paul Simon in un quattro piste. Il risultato? Beh, “magico”.
Here We Go Magic

Luke Temple, nativo di Salem, Massachusetts, sito da tempo nella grande mela si candida, alla luce del suo nuovo progetto Here We Go Magic, come frizzante sorpresa della primavera in musica. Alcuni di voi lo conosceranno per via dei due precedenti lavori, Hold A Match to a Gasoline World del 2005 e Snowbeast del 2007, licenziati dalla Washington-iana – sede, Seattle - Mill Pond Records, altri magari, in modo subliminale, grazie alla presenza di Make Right With You nell’episodio “Un Nuovo Inizio” dalla terza serie di Grey's Anatomy. Non un novellino, insomma. Valgano in tal senso le parole spese da personaggi quali Ben Gibbard di Death Cab For Cutie (“La voce di Luke Temple, da sola, è così dannatamente bella…una delle più carine della scena indie, m’inchino”) e Sufjan Stevens (“Una delle voci più belle della musica pop”), definizioni che da sole farebbero la gioia di qualsiasi cartella stampa; metteteci poi i riconoscimenti da parte Uncut (“Suona come Neil Young e Sufjan Stevens. Delicato e dolce”) e Rolling Stone (“Le canzoni sono semplici, con delle melodie vicine a Simon & Garfunkel…il suo registro di voce così alto può ricordare un giovane Graham Nash, passato attraverso la lente deformante di Elliott Smith…ha sufficienti capacità da surclassare uno come Conor Oberst”) e capirete che il nostro, oltre a cantarle le manda, senza volere, pure a dire.

Come avrete notato, tutti premono sulle corde vocali di Temple. Un registro tendente al confidenziale il suo, prossimo, nel debutto, all’ugola gentile di Paul Simon (a conti fatti, la sua maggior influenza) laddove eloquenti paiono Make Right With You e Mr. Disgrace. Un folk d’altri tempi. Nella seconda prova, il canovaccio assume toni meno bucolici e la musica si fa più raffinata. Di tanto in tanto lo spauracchio di un altro new yorkese acquisito, Jeff Buckely, si manifesta sornione (sentite People Do e Serius e dite se non è così) e l’aria di un suono ancora in divenire si palesa. Per l’appunto. Nel nuovo progetto di Luke, Here We Go Magic, c’è l’incontro “magico” tra nuovo suono di New York (Animal Collettive e Yeasayer in primis) e palpito negroide. Un gioco di specchi, poiché il rimando a Paul Simon - sempre e comunque - stavolta ripiega nei solchi etnici di Graceland.

Tutto da solo - eccetto una traccia, l’ultima del disco - se non per il quattro piste e le mura del suo appartamento, tramutatosi in studio di registrazione per due mesi. Adesso il suono ha groove e pulsa, nella vertiginosa Tunnelvision, dalla prima all’ultima nota.Pensate, ora potete pure ballarlo! L’avreste mai detto?!

copertina pdf #91