Turn on
Pubblicazione 25 Marzo 2009

Qemists (The)

Join the Qemists!

L'eredità dei Prodigy raccolta dal combo UK based. Nuova vita al rave da palco nel solco del continuum.
Qemists (The)
2009

Qemists. Il combo 2009 che avvicina l'energia del drum'n'bass al pogo rave. La macchina sonica (3 uomini, 2 deck e 2 laptop DJ) tutta London based che riaccende la scintilla meshy dei Prodigy e che guarda al futuro imbevuto di contaminazioni. Le origini stanno al confine tra la cultura del cut'n'mix (remix per Coldcut, Roots Manuva, live sound engineering per Basement Jaxx e Lady Sovereign) e si fondono con l'energia del metal. Un marchio di fabbrica tutto brit.
Dall'esordio 2005 con il remix di Everything Is Under Control dei Coldcut (padroni di casa Ninja Tune) e dalle frequentazioni di fine novanta con la galassia d'n'b, oggi esce un disco che ripropone quei suoni veloci con i superbassi che conosciamo bene, senza fossilizzarsi però sul citazionismo da quattro soldi. In una parola: spacca. Il continuum hardcore reynoldsiano (di cui i nostri non conoscono l’esistenza) sporcato con il palco, i suoni che ritornano in loop di ricordi infiniti, ma senza troppa nostalgia ci trafiggono. Un'affinità quindi con le band che hanno segnato il suono trashy meticcio (Rage Against The Machine, Asian Dub Foundation) ma che si connette inevitabilmente all’oggi di Klaxxons, Ladyhawke e Bloc Party (come ci dicono da un'intervista via myspace). 
Il dubstep si configura quindi come una palette sonora che i nostri usano come base su cui fondare il loro suono più che mai now. Pompati dall’hype radiofonico di BBC Radio 1, 1Xtra e dagli apprezzamenti di un vecchio guru del calibro di Laurent Garnier, si avvalgono di featuring che spaziano dal rock dell’ex Faith No More Mike Patton (Lost Weekend), al padrino del grime Wiley (Dem Na Like Me), dal mago del beatbox Beardyman, al soul di Devlin Love degli Alabama 3 (S.W.A.G.), per arrivare alla reginetta del d’n’b Jenna G e a molti altri ancora.
Un’evoluzione che prende le mosse dall’underground londinese geeky e si fa mainstream su una delle etichette storiche, la mastodontica Ninja Tune. Ne sono passati di anni e di dischi da quando i Coldcut ci allietavano con sample fatti apposta per nerd con le mani paffute. Oggi si ritorna a mostrarsi, più incazzati che mai, ma con il cuore sintetico di chi ha vissuto sulla pelle (e sui neuroni persi) le stagioni novanta del ritmo. La nuova crew che guarda al phuture è compatta e pronta demolirci i timpani e le ossa sotto il palco. Pronti al pogo? Join the Q!

copertina pdf #91