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Pubblicazione 01 Aprile 2009

El-Ghor

Sigillo french-touch

Superare l\\\'impasse del cantautorato rock cavalcando wave trafelata, risalendo idealmente il mediterraneo per rotolare tra le storie tese dell\\\'Europa centro-settentrionale. Parlando francese. Gli El-Ghor e una svolta che sa di maturità.
Megafono
El-Ghor
2008
Megafono

A due anni dal debutto Dada Danzé, album che sembrò spurgare da una ferita per fare punto e accapo sulle macerie del cantautorato rock italiano, l'opera seconda dei campani El-Ghor segna una sterzata decisa, forse decisiva. Ne abbiamo parlato con Luigi Cozzolino, voce e chitarra della band.

Iniziamo... dall'inizio: cosa è accaduto in quel fatidico dicembre del 2003 che ha visto nascere la band?

Io e Francesco, che avevamo già avuto esperienze musicali in una stessa formazione precedentemente, ci siamo ritrovati dopo un breve periodo di stasi a voler mettere su una band: nell’arco di poche settimane si è aggiunta Ilaria ed in seguito Luca. Tutto ha avuto inizio da qui.

Il percorso tra Dada Danzé a Merci Cucù ha segnato sostanziali cambiamenti. In primis, vi siete promossi produttori artistici, anche se Paolo Messere continua a darvi una mano...

Si, sono cambiate moltissime cose dalla realizzazione del primo album, eravamo più giovani ed inesperti. Sicuramente l’esperienza in studio con Paolo Messere, per Dada Danzè, è stata indispensabile e molto formativa per la nostra crescita artistica. Negli anni seguenti la prima esperienza, abbiamo raggiunto un forte equilibrio artistico e non solo, tanto è vero che le due labels che hanno prodotto il disco hanno ritenuto opportuno affidarci anche la produzione artistica di Merci Cucù.

C'è poi il pressoché totale abbandono dell'idioma italico in favore del francese, già presente nell'esordio però solo in tre tracce. Cos'è accaduto?

Dopo aver realizzato in francese solo alcuni brani del primo disco, ci siamo accorti che quella soluzione rappresentava  e rappresenta la nostra dimensione ideale, e si sposa bene con la scelta estetica che ha sempre accompagnato il gruppo. In questo momento, reputiamo l’armoniosità di questa lingua il sigillo della nostra sperimentazione musicale, ma questo non esclude eventuali cambiamenti futuri… Aspettatevi il prossimo disco in inglese o magari in russo!

L'italianità è per così dire rinnegata anche dal punto di vista musicale. C'è più spinta direi punk-wave versante anglo-francese, svanisce quasi del tutto la discendenza rock-cantautoriale alla Marlene e Marco Parente... Vogliamo intenderla come una presa di distanza?

Ci teniamo a dire che siamo cresciuti con la musica italiana e ci sentiamo italianissimi, non cerchiamo in nessun modo di allontanarci da questa scena, anche perché la reputiamo, almeno negli ultimi anni, estremamente interessante e prolifica. Quello che realizziamo musicalmente, e che riteniamo assolutamente spontaneo, è il risultato del diverso modo di vivere la musica di ogni elemento della band.

La tromba di Luca Fadda si sposa magnificamente col vostro sound. Tornerete a collaborare?

Visto il grande rapporto di amicizia che ci lega e che ci ha portato a questa collaborazione, sicuramente ci sono grosse possibilità che ciò riaccada. Luca ha avuto da parte nostra piena fiducia ed ha dato un grandissimo contributo in alcuni brani; ha dimostrato, ciò che già sapevamo, di essere un artista originale e con grande senso musicale. Oltre a quelli di Luca, sono stati importanti anche gli interventi di Davide Arneodo dei Marlene Kuntz, di Francesco Di Bella dei 24 Grana e di tutti gli altri musicisti.

Spendete molta energia nei videoclip, infatti Danzé e Sans Lumière guadagnarono molti consensi all'epoca. Con Monsieur Paul mi sembra che la tradizione prosegua... Ci sono altri clip in programma? Progetti video-cinematografici di più ampio respiro?

Siamo molto felici che i due video del primo album abbiano suscitato grosso interesse. Tra poche settimane sarà visibile il nuovo video Monsieur Paul, primo singolo estratto da Merci Cucù, realizzato dalla Mastofabbro Production e diretto da Pier Paolo Patti (videoartista già al lavoro con Retina.it, Baba Sissoko e Remo Remotti tra gli altri, ndi). Ci auguriamo che la nostra musica possa essere utilizzata anche in campo cinematografico, ma per il momento non c’è nulla in programma. Si accettano proposte!

Non si inizia un'avventura come la vostra senza ambizione. Mettete da parte ogni discrezionalità e ditemi: in che misura vorreste lasciare il segno nel librone del rock'n'roll?

Beh, c’è ancora tanta e tanta strada da fare e speriamo di poter arrivare molto lontano. Artisticamente siamo più che contenti di quello che stiamo vivendo, vorremmo solo portare la nostra musica in giro il più possibile.

Indicatemi quattro nomi - uno ciascuno, se volete - che idealmente vorreste nominare quali vostri numi tutelari. Assieme al mio in bocca al lupo, per quel che vale.

Per quanto mi riguarda, mi affascina ancora il mondo costruito da Ian Curtis e i Joy Division durante la loro breve carriera; per Ilaria è da sempre Jim Morrison; per Luca è Ludovico Einaudi, mentre Francesco è molto legato ad un altro grande musicista... Picasso. Crepi il lupo!

Scheda: El-Ghor

copertina pdf #91