Il mio nome è Sufjan Stevens, che potrebbe suonare come un nome inusuale, ma è abbastanza comune nelle terre musulmane. Non sono musulmano e i miei genitori non mi hanno dato questo nome. Erano in una setta religiosa guidata da un uomo venuto dall’indonesia chiamato Bapak. Lui mi chiamò Sufjan. Mi è stato detto che significa 'viene con una spada', ma non so. Suona un po’ complicato. Sono nato a Detroit, Michigan.
L’album si focalizza nel raccontare storie del Michigan attraverso canzoni. Questi racconti hanno molto a che fare con la mia infanzia, e la mia adolescenza a Detroit, quando andavo a pesca a Maple River o a visitare Soo Locks con i miei genitori. Ho passato molto tempo in questo Stato, quasi tutta la mia vita. Mi ha dato un sacco di ricordi e sento che questo album mi riporta indietro al posto che mi ha formato, nel bene e nel male. Certo molto del lavoro è romanzato dalla mia memoria. I nomi dei posti sono reali ma molti degli eventi sono frutto della mia immaginazione.
Sì, ho ascoltato pareri di questo tipo. O’Rourke è un musicista grandioso. Non lo seguo molto ma ammiro la sua capacità di engineering, nonché le sue doti di arrangiatore. Ho amato il suo lavoro negli album degli Stereolab e nel debutto di Edith Frost. Ha un buon senso nel mettere le cose assieme. Ha la capacità di trovare molto in piccoli spazi. Non mi sento vicino a lui perché penso siamo parte di differenti generazioni di artigiani: lui è un po’ più vecchio, è di Chicago, inoltre non l’ho mai incontrato, ma se avessi la possibilità di registrare ora con lui non sarebbe una cattiva idea.
Non ho mai pensato di ottenere così tanto feedback. Sono onorato e sbigottito. Tuttavia non sono molto toccato dalla stampa, è molto importante, è chiaro, però è altrettanto vero che cosa fai non deve mai dipendere dalle opinioni della gente. Le nostre opinioni sono così volubili che dovremmo pesarle poco.
Thank you!.
Non ho un vero metodo. Scrivo per differenti strumenti: piano, chitarra e banjo che sono per me sonicamente e fisicamente differenti. Solitamente comincio con un sacco di 'musical sketches'. Ho passato un sacco di tempo seduto di fronte al pianoforte con una faccia confusa, oppure strimpellando alla chitarra o scordando il banjo. È importante perdersi qui. È importante lasciare che le idee si facciano un giro. Non rimango incancrenito su una chiave o una melodia. È un processo di scoperta e di sorprese. Cerco anche di lavorare con i tempi fuori della mia “comfort zone”: in Michigan ci sono una manciata di canzoni che suonano attorno a tempi inusuali come 7/8 o 5/4 o 12/8. Questo è un modo per lavorare fuori dagli schemi, inoltre lavoro anche con chiavi differenti: E-major puo’ essere scoraggiante al piano ma confortevole con la chitarra come penso che occorra anche ascoltare musica che sorprenda e sfidi. Recentemente ho ascoltato molto jazz dei sessanta, Eno, gli Stereolab e gli Yes. Scrivere una canzone è come fare i conti con le proprie influenze ma è anche ascoltare la tua particolare voce sopra a quelle cose che ti appartengono solo in parte. Non sto parlando della mia voce letteralmente parlando, ma di quello che è parte di quello che esprimi e che nessun altro può esprimere. Penso che quest’album mi abbia aiutato a mettermi in contatto maggiormente con la mia voce.
Il primo album 'A Sun Came' è difficile da calibrare perché rappresenta un periodo della mia vita (quando ero all’Università) che ora mi sembra lontano. Ma non è corretto condiscendere dai nostri sé precedenti. Meglio apprezzarlo per quello che è. Amo il mio secondo album, quello delle canzoni per lo zodiaco cinese. È stato un punto di svolta per me, musicalmente. È il mio album preferito e ne sono ancora fiero. Penso che sia importante stare lontano dal songwriting e fare cose elettroniche, senza la mia voce. È importante provare cose nuove. Penso che in futuro salterò sempre da un genere all’altro, vorrei scrivere un Musical in stile Broadway o una colonna sonora. Vorrei anche far parte di una punk band. Queste sono solo alcune opzioni, ma voglio che ognuna di loro suoni viva e vera, che abbia un valore eterno. Questo è il test vero: come suoneranno questi album fra venti anni? Mi sento come se mi fosse stata data la possibilità di creare qualsiasi cosa mi piaccia e nella maniera più naturale. Scrivere musica è al tempo una sfida e una ricompensa. Voglio proprio dare il meglio di me.
Penso che la glich elettronica sia grossomodo un prodotto dell'industrializzazione come del post-modernismo. Non avremmo mai avuto il noise senza l'influsso delle macchine nella vita di tutti i giorni. Le automobili, i rasoi elettrici, la metropolitana, i frullatori. Questi sono stati i precursori dell’IDM, un genere che ha trasformato, tra l'altro, il rumore in ritmi. Sembra che questo tipo di musica mimi un momento della vita moderna, anche se è anche vero che esistono suoni in natura che possiedono timbri molto “artificiali”. Prendi, per esempio, il richiamo amoroso della rana toro che ha lo stesso brontolio ritmico del beat dei Mouse On Mars. Oppure, hai mai sentito una cicala? Quello è il più digitale di tutti i suoni! È ottenuto dallo sfregamento delle zampe o delle ali, non ricordo bene. Penso che potremmo diventare un po' isterici comparando la glichtronica con qualche tipo di documentazione sociale ma ciò non toglie nulla al fatto che quella musica è il risultato dell'ambiente che la circonda. Abbiamo sorpassato il post-modernismo in effetti. Il prossimo passo è il post-umano dove il nostro stile di vita non supporta più o non è più complemento della natura. Ecco perché mangiamo patate fritte fat-free e moltissimi vestiti sono fatti nel terzo mondo.
Ho appreso molto presto che la popolarità e l’abilità non sono correlate. Ci sono molte persone che sono entertainer o businessmen che sono professionisti nel fare denaro, e ne fanno. Va bene. È un lavoro, in quel senso. Non sono critico perché stanno lavorando. Non ho mai pensato di guadagnare con la musica. Conosco modi per fare più soldi, molto prima e con minor dispendio di energie. Lavoro come book designer e insegno scrittura, qualche volta butto giù due righe per qualche rivista di artigianato e queste cose mi fanno guadagnare abbastanza per sopravvivere bene. La musica è una passione precaria per cui perché dovrei smettere il resto e rovinare tutto? Penso che se continuiamo a scrivere musica appassionante qualcuno vorrà sentirla e forse in futuro qualcuno ne farà un business. Penso che se consideriamo l’estetica in modo troppo etico saremmo frustrati dal principio. È molto bello considerare il successo di una canzone come il risultato di meriti esclusivamente estetici, indipendentemente da quello che pensa la gente o da quali sono gli standard economici. Comunque non posso negare che il music business è molto triste”.
Non mi aspetto che ognuno capisca le referenze geografiche ma è bello che tu possa riempire gli spazi vuoti. L’ascoltatore medio di Parigi non avrà idea di che aspetto abbiano le case roulotte della Upper Peninsula. I dettagli servono per creare dei contorni credibili ma non tutti li riconosceranno. Questo è particolarmente vero se leggi Checkov o Calvino. Non so come ci si sente ad essere in un affollato pub russo, però se la storia è concepita con tale chiarezza e specificità di dettagli mi sentirò come se fossi lì. Spero che Michigan possa fare questo, che possa trasportarti in un posto che è geograficamente l’America ma emozionalmente il posto del tuo cuore.
All’inizio ero terrorizzato di suonare dal vivo ma poi ho iniziato ad amarlo. È un bel lavoro, specialmente quando devo fare qualcosa che ho scritto. Queste canzoni richiedono tanta concentrazione per me e per l’ascoltatore. Non sono un performer energico per cui cerco d'essere il più generoso possibile con le mie canzoni. Registrare i brani è facile, in compenso i live show richiedono uno sforzo notevole ...anche se trovo sempre più piacere nel farli, specie quando entri in quello strano contatto con il tuo pubblico. Quando la gente monitora ogni parola e cerca di dare un senso a quello che sta pensando. È superlativo! Penso che suonare con la Danielson Famile mi ha aiutato molto. Non sarei qui senza il loro supporto.
Non ascolto molta musica in questo periodo. Cerco di tenere il palato pulito. Non ho neppure uno stereo a casa, ma se sono dell’umore giusto ascolto Steve Reich "Music For 18 Musicians", tutto di Neil Young dal 1969 al 1979, i lavori per organo e coro di Benjamin Britten, Pink Moon di Nick Drake e i musicisti impressionisti francesi. Amo Dolly Parton, la Danielson Famile, i primi album degli Yes e questa band chiamata Manischevitz che ha inciso per la Secretly Canadian. Amo la musica che ci lascia senza parole.
Non sono mai stato nel vostro Paese. Mio fratello dice che non c'è nulla come Roma: è la città di tutte le città. Mi piacerebbe molto visitarla.
Sì, questo è il proposito... Anche se non penso di riuscire a completare l'opera, è la mia convinzione per ora.
Scheda: Sufjan Stevens