Label rubriche
Pubblicazione 01 Marzo 2009
Bookmark and Share

Eugene Chadbourne

Museo Della Musica, Bologna (24 Febbraio 2009)

Comicita e ricerca musicale, parodia e eclettismo. Eugene Chadbourne dimostra ancora una volta che la musica sperimentale può andare tranquillamente a braccetto con il country, il noise, il metal e il clownesco.

Alla faccia di chi pensa che la musica sperimentale (d’avanguardia, anticonformista o come diavolo la si voglia chiamare) sia per forza una roba noiosa e di chi crede che i musicisti “impegnati” debbano (chissà per quale motivo, poi) essere barbosi bacchettoni che suonano per un pubblico elitario e serissimo. L’altra sera, nella saletta del Museo della Musica di Bologna, Eugene Chadbourne ha dato prova del contrario, dimostrando che la comicità può andare perfettamente a braccetto con la ricerca musicale, senza che quest’ultima perda di credibilità. E lo ha fatto a modo suo, con quell’ inconfondibile stile da americano giramondo, capace di adattarsi a qualsiasi platea e, soprattutto, a generi musicali distanti anni luce tra loro.

Solo con un banjo e una chitarra, il musicista statunitense, noto per le sue svariate collaborazioni (da John Zorn a Fred Frith, da Jello Biafra a Derek Bailey, fino ai romani Zu), è riuscito ad ipnotizzare i presenti per un’ora e mezzo con uno show esilarante e capace di abbracciare, in poco più di un giro d’orologio, mondi musicali agli antipodi.

Senza tanti convenevoli, Chadbourne ha esordito con una serie di brani country, che spesso e volentieri si dilatavano, sfociando in improvvisazioni free, con il banjo trasformato in un ibrido tra uno strumento a corde e una percussione.Dopo una mezz’oretta eccolo imbracciare la chitarra elettrica, distorta e compressa all’inverosimile, e lanciarsi in una serie di cover. Are You Experienced? Di Hendrix sarebbe praticamente irriconoscibile sotto le sferzate noise della sei corde, se non fosse per l’ormai classico stop and go con la declamazione della frase che da il titolo al brano. Dal rumorismo estremo al suono chiaro e limpido ci passa un colpo al pedale degli effetti. Ed ecco il Nostro esibirsi in un duetto (degno di un imitatore di professione) tra Bob Dylan e Louis Armstrong sulle note dello standard Stardust. Ma non c’è sosta e il pubblico non ha ancora smesso di ridere che arriva la sua personale rilettura del classico del classici del rock’n’roll, Roll Over Beethoven, trasformato per l’occasione in un geniale “Roll over Berlusconi”!

La comicità musicale di Chadbourne possiede l’efficacia che solo i grandi attori riescono a suscitare, tanto è raffinata e mai grossolana. E, soprattutto, imprevedibile. Quanto meno te lo aspetti, il vecchio Eugene ti mostra il pezzo da novanta, tirando fuori uno strumento di sua invenzione: il rastrello “elettrificato” (!). Chadbourne gironzola per un quarto d’ora esplorando tutte le sfumature del rumore con il suo nuovo arnese, ora graffiando il pavimento,ora sfruttando il suono del contatto elettrico con le luci.

Non importa che sia un concerto gratuito e che ai presenti potrebbe già bastare. Lui è in vena, il pubblico anche e quindi, imbracciato di nuovo il banjo, ricomincia con le sue deliranti melodie pseudo country.

In questi casi ci si può solo lamentare del fatto che tutte le cose, prima o poi, finiscono. Eccezionale.

Daniele Follero

Media partners

Media partners

Potete sfogliare il nuovo numero del magazine, liberamente e comodamente, attraverso il nostro canale sul publisher network Issuu. Chi volesse comunque scaricare il magazine in versione PDF può farlo cliccando sulla copertina che trovate presso la nostra edicola virtuale. Chi, invece, volesse accedere a tutto l'archivio dei numeri e delle diverse pubblicazioni di SA può abbonarsi seguendo i semplici passi elencati in questa pagina.

...in questo numero

Lightspeed Champion

Dai Test Icicles alla maturità tra arrangiamenti americani e un cuore comunque e sempre britannico

...e inoltre

Gun Club, Get Well Soon, Field Music, Million Young, Bologna Violenta, Dataschock, Barn Owl