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Pubblicazione 01 Marzo 2009

Damned (The)

Estragon, Bologna (13 Febbraio 2009)

A distanza di più di trent'anni dagli esordi i Damned non riescono ad andare oltre un raccapricciante spettacolo di cabaret.
Live @ Scarborough 21/9/07
Damned (The)
Live @ Scarborough 21/9/07

“Se pure un giorno sono stati qualcosa di importante, di sicuro oggi non lo sono più. Non sono proprio più niente!”. Le parole di Mario, amico dai discreti gusti musicali, ma poco avvezzo al punk e ai suoi derivati, nella loro semplicità sintetizzano alla perfezione le sensazioni che anche a me, estimatore di ciò che i Damned hanno rappresentato alle origini del punk, ha suscitato il concerto della band londinese.

Pensare che sono passati più di trent’anni da quando ha visto la luce New Rose, quello che molti ritengono sia storicamente il primo singolo mai registrato da una band punk. Un lasso di tempo che dà le vertigini, se solo si pensa che i vecchietti che stasera sono saliti sul palco dell’Estragon, sono gli stessi che si sono imposti agli albori del punk, nella sua culla londinese, suonando insieme ai Sex Pistols. Se a questo si aggiungono le innumerevoli trasformazioni della band, dal punk al gothic, fino a influenze sempre più cabarettistiche e melodiche, con il solo Dave Vanian a portare la bandiera durante tutti anni, si può già intuire ciò che attende il pubblico bolognese. Ma a volte la realtà è peggiore delle peggiori aspettative.

Vabbè la leggenda, ma, quando i cinque salgono sul palco si fa davvero fatica a riconoscere in quel crooner dei poveri vestito da cameriere, con tanto di guanti neri e ciuffo bianco che spunta da una pettinatura alla Elvis (Vanian) e nel vecchietto forzatamente giovanile che imbraccia ancora la chitarra penzolante sulle ginocchia come quando aveva vent’anni (Captain Sensible), due tra i legittimi genitori del punk inglese.

L’approccio è fiacco, il sound tutt’altro che graffiante, complici le tastiere di Monty Oxy Moron, che spesso e volentieri prende la scena saltellando come un forsennato e mostrando il lato volontariamente più clownesco della band. All’umorismo involontario ci pensa Vanian: impacciato e chiaramente poco a suo agio, si muove (poco) dando l’impressione di non sapere proprio cosa fare.

L’ultimo lumicino di speranza, in questi casi, è legato al revival. Quando finalmente viene fuori l’unica cosa interessante del concerto: il passato della band. Neat, Neat, Neat, New Rose, Smash It Up risuonano con piacere nella memoria dell’ascoltatore nostalgico, ma le nuove versioni hanno poco a che vedere con la ruvida essenzialità di quegli esordi ormai lontani, tanto da far fare addirittura bella figura allo scialbo rock psichedelico dell’ultimo album.

Il pubblico, discretamente numeroso da riempire metà della platea dell’Estragon, sembra accontentarsi e mostra di gradire. Non si capisce veramente cosa.  

Scheda: Damned (The)

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