Loro sono solo al disco d'esordio ma chi vi parla, fosse il direttore di NME, li spiattellerebbe direttamente in copertina. E non solo perché hanno personalità da vendere, ma anche perché dimostrano di saper conciliare un post-punk/noise teso e serissimo con una vena ironica capace di prendersi gioco di qualunque cosa respiri. A cominciare dai diretti interessati: “Chi sono i Lebowski? Quattro sbandati, di cui uno molto vecchio. E’ un contenitore di storie di ordinaria e deprimente demenza quotidiana, di nascita e morte, di improbabili ultimi desideri. E’ un cesto di droga. Lebowski è il suono che produceva l'uomo bionico quando si scopava la donna bionica e concepivano un bambino bionico di nome ST-N-N-N al modico prezzo di 1 milione di dollari. Lebowski è Clint Eastwood che gioca con una pistola ad acqua. Lebowski nasce, cresce, si riproduce e poi morirete voi”.
A scanso d'equivoci, nulla a che vedere con il demenziale più gretto, bensì una curiosa metafora dei nostri tempi. Una modernità fatta di mescolanze in cui tutto è permesso, anche di affiancare a testi surreali e, talvolta, in forma di narrazione, una parte musicale puntuale, meccanica, spigolosa, decisamente elettrica. C'è la leggerezza svagata del Lebowski cinematografico a indicare la via -“la figura degli anti-eroi scanzonati e pigri” -, ma anche un'attenzione particolare per temi che esulano il semplice intrattenimento – le follie della modernità di Zuber Buller o l'intransigenza della chiesa cattolica in fatto di sessualità in ChurchOf Fonz! -, a dimostrazione che nulla viene lasciato al caso nella proposta della band di Jesi: “Non ci piace scrivere testi forzatamente viscerali o super-incazzati (e quasi sempre retorici) e così cerchiamo di dire cose “interessanti” senza pesare su chi ascolta. Diamo una scelta: se vuoi, sorridi, se hai più tempo, magari rifletti sul testo”.
Facciamo due conti: c'è un disco uscito a dicembre dello scorso anno – in spazio recensioni – praticamente perfetto; c'è un produttore come Giulio Favero del Teatro degli Orrori a fare gli onori di casa; c'è una provenienza geografica – le Marche - che è una sorta di garanzia di qualità per certo rock ruvido e “strambo” (“Nella nostra zona ci sono tantissimi gruppi di grande personalità, come Jesus Franco & amp; the Drogas, Butcher Mind Collapse, Guinea Pig, Bhava, Lleroy, oltre a formazioni che ci piacciono molto come i Dadamatto o gli Edible Woman"). Il passo successivo è accendere lo stereo, prepararsi un White Russian e spaparanzarsi sul divano di casa con un sorriso un po' beota stampato sul viso e le orecchie ben sintonizzate sulle casse.
Scheda: Lebowski
2002-2009 SENTIREASCOLTARE music magazine. Registrazione Trib.BO N 7590 del 28/10/05
Editore Edoardo Bridda Direttore responsabile Antonello Comunale Coordinamento Gaspare Caliri
Programming Luigi Pastore Art Karin Andersen Grafica Roberto Piazza Web designing Edoardo Bridda
Info (info at sentireascoltare.com) | Ufficio stampa Alberto Lepri (alberto.lepri at sentireascoltare.com) Teresa Greco (eventi at sentireascoltare.com)
Pubblicità Music Network









