“The first definition of an instrument
according to the American Heritage Dictionary is “a means by which something is done; an agency.” An instrument
somehow embodies a means to an end, the path relating intention and action, whether of a mechanical or electrical source”. E’ il concetto stesso di strumento, ovvero di
“device” nella sua accezione tecnologica che sembra spingere e animare le intenzioni dell’americana Marielle V. Jakobsons. Da qui il suo interesse per le infinite possibilità di “ambientarsi” nel contesto circostante. L’affermazione di cui sopra e tratta dalla sua tesi di laurea in Electronic Music e Recording Media, conseguita con tutti i crismi del caso, al Mills College nel 2006.
Titolo della dissertazione: “Immersive Instruments and Breathing Systems”, basata su una installazione denominata Two Violins and a Theatre: A Triptych of Resonance.
Il sunto teorico del discorso di Marielle sembra essere quello della risonanza come agente fisico ancorché intangibile, direttamente modificabile dall’ambiente. Come dire che nello stesso istante, lo stesso strumento può originare infinite modalità per riverberare nell’ambiente, indipendentemente dalle sue modalità espressive. O per lo meno questo par di capire, sorvolando
velocemente i suoi assunti teorici minuziosamente elencati sul suo sito web. Quello che però lascia propendere maggiormente verso quella che possiamo definire come una vera e propria poetica del suono trattato è il suo lavoro a nome Darwinsbitch di cui in questi giorni si sentenzia il debutto sulla lunga distanza con un lavoro pubblicato da Digitalis e intitolato Ore. Nella descrizione della musica la press abbandona volutamente qualunque aspetto tecnico-teorico per abbandonarsi alla evanescente carica della suggestione. Onde per cui si parla di “fluid forms of drones, doomy laments, and folk melodies fleshed out from a backbone of sine oscillators and violin”.
Un approccio alla materia sonora non troppo distante da quella del suo compagno di amorosi affetti, Gregg Kowalsky, ma carico di un evidente sense of apocalypseche non può che dirsi uterino. Marielle oltre alla musica di Darwinsitch si concentra anche su altri progetti degni di nota, come la collaborazione con la compagna di corsi Agnes Szelag nel duo elettroacustico folk denominato Myrmyr di cui si dovrebbe ascoltare a breve il debutto e l’ensemble multimediale Triometrik in cui si prodiga in quella che rimane tuttora la sua passione primaria e prediletta: il violino.
Scheda: Darwinsbitch
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