Ai tempi dell’esordio – con l’ep Our Dildo Can Change Your Life (Urtovox/Shinseiki / Audioglobe, aprile 2006) - mi lasciarono sconcertato, come uno schiaffo dato ridendo. Un po' come i loro ineffabili nick name: Case Zebra, Pap Sfroocer, Puxx The Lover e la più pacata - ma non meno insidiosa - Sissy. Sagacemente prodotti da Giacomo Fiorenza, azzardarono un bislacco post-punk marinato garage-pop e ringalluzzito da cyberdinamiche wave, definendo ordigni da intrattenimento arguto ma pur sempre intrattenimento. Molte sopracciglia si alzarono, tra cui quelle celebri del NME, per cui il debutto lungo N.A.L.T. 1 A Fast Introduction (Urtovox / Audioglobe, 10 settembre 2007) fu accolto con le attenzioni del caso. E non deluse le aspettative anzi rilanciò, proponendosi quale primo capitolo di una trilogia dedicata alle - ehm - “luci ed ombre del comportamento alieno” e soprattutto per l'inturgidimento sferzante della proposta sonora, all'insegna di una centrifuga metodica di febbrili vampe PIL, Cramps, Television, Human League e quant'altro andasse a spiaccicarsi sul parabrezza di quella errequattro turbojet lanciata a bomba contro la monotonia della musica moderna. Il tutto senza perdere quel fare da ultra cazzoni dediti all'understatement più specioso. Però, attenzione: questi quattro sciagurati da Sassuolo sanno il fatto loro e lo fanno con tutti i crismi del caso. Non a caso i techno-house Swayzak hanno ospitato nel loro Some Other Country (K7, 2007) il pezzo Silent Luv, cantato dallo stesso Pap.
Oggi, giunti al secondo capitolo dell'ineffabile trilogia, abbiamo ritenuto opportuno intervistarli.
Non avevamo intenzioni serie! se il disco ti sembra serio allora dobbiamo aver sbagliato qualcosa... Al contrario volevamo creare un contrasto tra visioni apocalittiche e ritmi da festa africana! vogliamo gente che danzi ridendo sulle macerie della propria casa!
Beh se vuoi come approccio alla materia si, per quel che riguarda il contenuto in se, noi siamo molto meno legati agli anni sessanta e settanta di quanto lo siano loro. Volevamo allargare un po' di più la visuale, spostarla un po' più in là.
Per quel che ci riguarda é tutte e due, cioè un tentativo di smarcarsi grazie anche al peer to peer: Il p2p ci ha permesso di ascoltare centinaia di dischi da qualsiasi parte del mondo e da qualsiasi epoca, al di la cioè di qualsiasi limite spazio/temporale. La quantita di musica che una persona può ascoltare ora rispetto a quella che poteva ascoltare anni fa é cresciuta moltissimo, se si unisce le potenzialità del peer to peer a delle menti abbastanza elastiche ne deriva un gusto musicale che può passare tranquillamente dal clavicembalo ben temperato di Bach a Johnny Cash, dai Contortions a Giacomo Puccini, da Miles Davis ai canti gregoriani e così via. Certo l'altro lato della medaglia é che si é perso un po il piacere della scoperta. Ricordo che una dozzina di anni fa non avevo soldi per comprare piu di un disco al mese (come poi anche adesso) però ci mettevo piu di un mese per decidere che disco comprare, stando ore nel negozio a valutare le copertine, e una volta comprato lo ascoltavo tutti i giorni, anche se non mi piaceva, fino a farmelo piacere.
Eccesso di ambizione e mancanza di ragionevolezza ci stanno per quel che ci riguarda. Suicidio commerciale no, perche lo dici? A parte che vendere poche copie non ci spaventa affatto, ci siamo abituati. "In realtà abbiamo pensato facciamo una trilogia così anche chi compra solo un disco e non gli piace é costretto a comprarsi comunque gli altri due".
Il terzo capitolo é difficile a dirsi, vogliamo fare le cose con assoluta calma, deve essere il piu bello, come nella migliore tradizione delle trilogie, vorremmo chiudere alla grande. Dopo non si può dire, nessuno può vedere così lontano.
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