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Pubblicazione 08 Marzo 2007

Klaxons (The)

Rolling Stone, Milano (08 Marzo 2007)

Sarà l’ingresso gratuito, sarà l’hype arrivato fin qui, ma ben presto il Rolling Stone si riempie a tappo, lasciando poco - o nullo - scampo ai numerosi astanti, quasi tutti rigorosamente ventenni.

La possibilità di verificare se questo benedetto new raveesiste davvero o è solo un’etichetta inventata dalla stampa d’Oltremanica arriva al pubblico italiano nel tiepido giovedì sera di una primavera anticipata, per l’appuntamento con la prima Brand New Nightorganizzata da MTV (mandata in onda il 21 marzo). Sarà l’ingresso gratuito, sarà l’hype arrivato fin qui, ma ben presto il Rolling Stone si riempie a tappo, lasciando poco - o nullo - scampo ai numerosi astanti, quasi tutti rigorosamente ventenni.

Di quello che i “nostri” Disco Drive (di cui aspettiamo l’ormai imminente prova in studio sulla lunga distanza, prevista per il prossimo giugno) sono capaci di combinare su un palco abbiamo parlato di recente; diciamo che in questa sede i torinesi vanno vicini al rubare la scena ai “cugini” britannici, con un p-funk abrasivo e tribale di scuola fine ‘70, che trova nell’elemento percussivo il suo principale punto di forza, con il basso di Matteo a sostenere un’impalcatura su cui Alessio e Jacopo sono liberi di costruire figure ritmiche e rumoristiche ai limiti del free. Forse manca ancora il brano definitivo, l’anthem che in questi casi è la chiave di volta, ma in ogni caso l’impatto è sicuro, il live è un trip sudato e anfetaminico, e viene proprio da pensare che dall’altra parte della Manica questi ragazzi giocherebbero già da tempo in premier league…

Che poi è quello che è successo in pochissimo tempo agli headliner della serata, fino a non più di un anno fa degli emeriti sconosciuti e oggi uno degli act più caldi in circolazione. Come calda è la – poca – aria che circola già dalle prime note di Two Receivers, futuristica e kitch opening track di Myths Of The Near Future. A vederli, i Klaxons non sarebbero poi così diversi da tanti altri emul-wave rockers: appaiono assolutamente normali nelle loro felpe e pantaloni larghi, altro che quelle caricaturali mise dei rivali Horrors; non è invece così “normale” il loro arsenale di riff schizoidi, ritmi impossibili e falsetti tirati all’inverosimile, almeno a giudicare dalla bolgia che si solleva quando partono i singoloni spaccatutto Magick e Atlantic To Interzone. L’esperienza su palco non è molta e si vede, ma i quattro si difendono bene, compensando i limiti con entusiasmo contagioso; sarà la loro musica, o quella nebbia di sudore misto ad alcol che ha preso il posto dell’aria, ma star fermi è impossibile.

Certo, i pregi e i difetti sono gli stessi riscontrati su disco, con l’alternarsi di brani killer a riempitivi, anche se dal vivo il divario si avverte molto meno; e così non stupisce che Totem on the Timeline e la cover di It’s Not Over Yetdi Grace diventino uno degli highlight di un concerto che, per quanto breve (il repertorio è pur sempre quello che è), ha raggiunto livelli di intensità e partecipazione che mancavano da un po’ a concerti rock di band emergenti (Franz Ferdinand degli esordi compresi). Un attimo, abbiamo detto rock? Scusate, è l’abitudine…

Scheda: Klaxons

copertina pdf #91
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