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Pubblicazione 18 Gennaio 2007

Jarvis Cocker

Magazzini Generali, Milano (18 Gennaio 2007)

Ma il vero spettacolo è sempre e solo lui: showman consumato, sempre in bilico tra humour e autoironia tutta british con piglio nonchalante.

Lo si vede già mescolato alla folla al bar, durante l’opening act dei nostri Jennifer Gentle- lodati poi da lui a inizio concerto - che ben scaldano l’atmosfera con le loro dilatazioni psych-rock, ma è quando sale sul palco che se ne percepisce il carisma. Per la prima volta in Italia (con l’eccezione di una fugace apparizione con i suoi Pulp alla Biennale di Venezia nel giugno del ‘99) l’esplosivo e loquace Jarvis, che ha radunato una considerevole quantità di fan italiani accorsi ai Magazzini Generali, non ha disatteso le aspettative, anzi.

Sempre in movimento, scherza tra un pezzo e l’altro con siparietti ironici, incita, dialoga, balla con quel suo strano modo dinoccolato da ragazzino mai cresciuto. E la voce, che mantiene inalterata la sua forza espressiva, riporta indietro nel tempo, anche se l’occasione è presentazione dell’omonimo disco d’esordio, uscito lo scorso novembre. Ad accompagnarlo una band (in cui spicca il tocco di Steve Mackey, bassista di pulpiana memoria) che riproduce fedelmente l’album, eseguito quasi per intero.

Ma il vero spettacolo è sempre e solo lui: showman consumato, sempre in bilico tra humour e autoironia tutta british con piglio nonchalante, snocciola uno dopo l’altro i pezzi, attaccando con Fat Children (in una sorta di rituale che prevede un’arancia sbucciata e lanciata al pubblico), compresa la b-side One Man Show (presente nel singolo Don’t Let Him Waste Your Time). Il concerto si snoda tra crooning e canzone d’autore, con intermezzi di commenti buffi, e dopo più di un’ora si arriva ai bis: Running The World, ghost-track che non poteva mancare, cantata questa volta da tutto il pubblico e, a sorpresa, l’annuncio di un vecchio pezzo (e qui tutti in un primo momento si pensa ai Pulp…), che si rivela un omaggio al Lou Reed glam (Satellite of Love). Ripensandoci, non poteva concludere in modo migliore, piuttosto che fossilizzarsi nel suo passato. Abbiamo molto apprezzato, Mr. Cocker.

Scheda: Jarvis Cocker

copertina pdf #91
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