La storia dei Tv On The Radio nasce con un trasloco. David Andrew Sitek cambia appartamento e si trasferisce a Brooklyn, New York. Qui fa la conoscenza di Tunde Adebimpe, un omone con la voce istrionica alla Peter Gabriel e un gusto tutto suo per le immagini, che cura personalmente essendo un artista visuale. Adebimpe ha infatti un passato e un presente da attore e cineasta indipendente. La coppia si dimostra così affiatata da cominciare a lavorare insieme. I primi a beneficiare della loro creatività sono gli Yeah Yeah Yeahs. Sitek alla produzione dei dischi, Adebimpe alla realizzazione dei video. Una premiata ditta un po' sprecata se dedita soltanto a facilitare la creatività di terzi. E' così, che quasi naturalmente, il duo si tramuta in trio con l'arrivo di Kip Malone e comincia a dedicarsi a tempo pieno ad un proprio discorso musicale. La musica dei Tv On The Radio è fin da subito istronica. Un bazaar a buon mercato dove è possibile trovare di tutto.
Straniante come un manufatto imbizzarrito tra i flutti e i controflutti della modernità, Young Liars EP (Touch&Go, 2003) è il debutto per i Tv On The Radio (notare il senso di assurdo tecnico-storico, la sinapsi temporale inseguita anche nella ragione sociale).
Colpisce per l'intensità, i cambi di umore, la coesione, la pregnanza inafferrabile della cifra sonora che scomoda tribalismi sintetici e bave chitarristiche, apparizioni di legni (virtuali?) e ipercinetiche sovrapposizioni vocali, il battito crudo del drumming ed il mormorio cibernetico delle macchine.
La voce densa e sussultante di Tunde Adebimpe - capace di falsetti inconsulti come di profondità setose, di strozzarsi nell'eco radente - e le inquiete scenografie cibernetiche imbastite da David Andrew Sitek sono le strutture portanti di un suono suggestivo e impellente, misterioso e genuino, soundtrack di evasioni per nulla innocenti, semmai consapevoli, ma pur sempre evasioni.
Sullo sfondo, il soul, il soul, il soul, che sia quello malinconico e vibrante della title-track (contagiata da hip-hop e psichedelia) o la sordidezza pseudo-robotica di Blind (congerie di synth abrasivi e corde acidule come un apocrifo Depeche Mode), mentre Staring At The Sun pulsa una distorta danza wave infestata da corde radenti e beffardi ectoplasmi afro (splendido il contributo della vocalist Katrina Ford).
Rimane da dire della prima traccia, ipercinetica, febbrile, compulsiva: Satellite è il cuneo nella fessura, la chiave di accesso agli spasimi desueti, collasso tribal-punk finito nella centrifuga con uno spiritual arcano, Nick Cave come lo renderebbero i Blind Boys Of Alabama arrangiati dai Cinematic Orchestra.
E' finita? No, perché la traccia nascosta ci propone uno strabiliante sincretismo doo wop-gospel con cui riveste la cover di Mr. Grieves, già teatrale delirio a firma Pixies che qui si consuma in un bizzarro cupo incanto.
Irresistibile biglietto da visita per una band dalle potenzialità (forse) clamorose. Segnatevi il nome dei Tv On The Radio.
Scheda: Tv On The Radio
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