Impastano passaggi di forma-canzone e logorii post-punk. Filtrano i flutti della wave attraverso l'illusione della psichedelia. Mettono in scena una sorta di slow-core autoctono e connaturato, tra memorie pop(olari) e avvisaglie di desert-rock. Danno quasi l'impressione di aggirarsi senza meta, ma basta il classico 3-2-1 e capisci subito di che pasta sono fatti (se nutrite qualche dubbio, provate a chiederlo a Steve Wynn o ai Willard Grant Conspiracy, con i quali hanno condiviso plausi e palchi). Setacciano inquietudine e subbuglio, intemperanza e tenacia, rivelando capacità indiscutibili che li fanno apparire come plausibilissimi epigoni del tanto osannato Paisley Underground. Ma in realtà loro, i Mosquitos, sbocciano da una delle tante piccole province italiane (Frosinone) e portano con sé il fuoco di una passione autentica, quella per il rock'n'roll.
Due album, I Only Use My Gun Whenever Kindness Fails del '99 (per Viceversa Records) ed Electric Center del 2003 (per la occhiuta Fosbury Records), intervallati dall'ormai introvabile (Viceversa, 2000). Quindi il ritorno con l’ep The Sophomore epBrian di Nazareth And Other Assorted Teen Idols. Se il titolo vi sembra un po’ – come dire? – eccentrico, sappiate che aderisce bene ai contenuti, vale a dire sei cover di pezzi firmati Monty Python, Pixies, Modern Lovers, Byrds, Bob Marley e Hüsker Dü.
Titoli non troppo noti e comunque mai celebri (esclusa la sola Mr. Spaceman, mentre di Marley scelgono Concrete Jungle, pezzo tra i più spigolosi e scomodi del grande rastafari), borderline quel tanto che basta da somigliare ad una fiera dichiarazione di alterità, l'autocondanna ad un destino da outsider. Già presente del resto nel nome stesso della band, guarda caso il titolo di un album (qualcuno dice l'Album) di Stan Ridgway, rocker tanto geniale quanto defilato, allergico alle sirene del music biz.
Un crescendo coerente lungo cinque anni il loro, una progressiva presa di coscienza e padronanza dei mezzi, dilatando percettibilmente il raggio d'azione fino a raggiungere l'odierna fascinosa mistura di foga e contemplazione, di dolcezza e oscurità, la grazia polverosa delle emozioni a livello del suolo e l’epica urgente di chi avverte insidie nell’aria.
Abbiamo interpellato Mario via e-mail, e questo è il risultato.
Sono sicuro che non sei il solo… e pensare che su una compilation di qualche anno fa abbiamo registrato Stop delle Spice Girls…
Non c’è stato un ragionamento sulla scelta... sono “solo”canzoni che ci piacciono... L’unico criterio che abbiamo seguito è stato quello di scegliere una canzone per ognuno degli ultimi decenni. Non siamo andati a cercare cose necessariamente vicine al nostro “stile”, ma abbiamo cercato di sovrapporre la nostra sensibilità allo spirito che vive in ognuno dei pezzi... Dal giorno in cui siamo entrati in studio le canzoni sono diventate nostre...
E’ vero, ci chiamiamo come il disco di Ridgway … e comeil romanzo di Faulkner… però non sono pienamente d’accordo con la “scelta” da outsider… voglio dire… lo siamo, ma non abbiamo scelto di esserlo… il fatto è che amiamo quel film… hai presente Marco Pisellonio?
Ti ringrazio... mi piace… ci piace l’idea di considerarlo un po’ come un marchio di fabbrica. Quello che cerchiamo di ottenere è una sorta di effetto destabilizzante... noi per primi proviamo ogni volta a venire risucchiati in una specie di spirale sonora... non sei più dove sei realmente... spero di essere riuscito a farmi capire.
Credo dipenda solo dal fatto che l’essenza di quelle canzoni ci chiedeva che venissero interpretate in quel modo… è così che le abbiamo “sentite”... però è vero che nei due episodi di cui parli siamo rimasti molto vicini alle versioni originali... e sopratutto sono molto divertenti da suonare... a volte il piacere egoistico di suonare una canzone in un certo modo prevale su tutto il resto.
Abbiamo sempre considerato Marley come uno dei più grandi scrittori di canzoni di tutti i tempi, anche se non siamo particolarmente innamorati del Reggae. I nostri gusti e i nostri punti di riferimento sono piuttosto diversi dal Paisley Underground e dal cosidetto desert rock, ai quali veniamo spesso accostati... o almeno, non è solo di quello che ci nutriamo.
Beh, quella è stata una scelta obbligata, e si tratta solo di un caso se non c’è una canzone dei Velvet nell’ep, anche perchè li adoriamo... a ripensarci mi dispiace molto...
Se diventasse un fenomeno di massa smetterebbe di essere quello che è…ho appena detto una banalità. Il fatto è che nell’ambiente e soprattutto in Italia non girano abbastanza soldi e non si vendono abbastanza dischi, il resto viene di conseguenza. In queste condizioni la maggior parte delle band è costretta a fare dischi, come nel nostro caso, in tre giorni. Con questi limiti di tempo e di soldi la qualità delle produzioni poi è quella che è... inutile negarlo. E’ difficile immaginare una band, anche giovane, inglese o americana o anche svedese senza un produttore. Da noi è la regola.
Diciamo che ce la caviamo facendo un altro lavoro...
Sono d’accordo. Se si pensa a come stavano le cose… non dico tanto… quattro o cinque anni fa, non si può non notare il balzo in avanti fatto dalla maggior parte delle band italiane. Il miglioramento è stato esponenziale. Basti pensare ai nomi che hai appena citato... O ai Julie’s Haircut e agli Yuppie Flu...
Sinceramente no. Le canzoni che abbiamo scritto fino ad ora sono venute fuori così. Non ci siamo mai posti il problema della lingua.
Dal mio punto di vista noto una qualità media piuttosto alta rispetto al grande numero di cose che escono, ma nella maggior parte dei casi si tratta di dischi che ti restano nel cuore per troppo poco tempo. Però ci sono anche Tom Waits, Wilco, Radiohead, Elliott Smith…
Io mi sento ancora legato all’”oggetto” disco, al piacere di sfogliare i booklet dei cd, però è anche vero che le nuove tecnologie ed internet stanno dando un aiuto importante alla musica indipendente.Dal punto di vista dell’autore mi interessa solo trovare la mia canzone perfetta, e non ci sono ancora riuscito.
Vero. Abbiamo iniziato da poco a provare le canzoni per il nuovo disco che dovrebbe uscire entro l’anno...
(contributo ai testi di Luca D'Ambrosio)
Scheda: Mosquitos
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