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Pubblicazione 15 Ottobre 2007

White Rainbow

100% Pure Audio Soundscapes

Dagli Yume Bitsu a White Rainbow. Per Adam Forkner una vita passata sulle corde della psichedelia. Tra una strizzatina d’occhio a La Monte Young e un’altra alla new age stile yoga tantra si consuma il rituale magico dell’Eterno Presente: meditazione, sospensione, ipnosi, trance.
White Rainbow

FULL SPECTRUM VIBRATIONAL HEALING AUDIO IS PRISMATIC POSITIVE LIFE ENERGY”. “MORE ADVANCED THAN MEDITATION!! FASTER THAN MEDITATION. ABOVE AND BEYOND MEDITATION”. Dal Teatro della Musica Eterna al Prisma dell’Eterno Presente il passo è molto breve. Più veloce della luce. Un attimo. Il profeta dell’Eterno Presente non è La Monte Young, ma Adam Forkner, bizzarro habitué della scena psichedelica dell’Oregon. Si fece un rapido cenno a lui, alcuni mesi or sono, parlando di Honey Owens aka Valet. Honey e Adam fanno infatti coppia fissa e sono due tra i più interessanti personaggi della scena avant americana di questi anni 2000, anche se entrambi hanno “curricula importanti” e non sono certo nati ieri. Forkner lo avvistiamo già sul finire degli anni ’90 alla guida della compagine di space rock psichedelico denominata Yume Bitsu (“battiti sognanti” in giapponese). Sono in quattro. Con lui ci sono Franz Prichard, Alex Bundy, Jason Anderson e parlano argomenti inequivocabili: chitarre spacey, tastiere eteree, battiti ipnotici. Gli Yume Bitsu fanno surf su acuminate jam trancedeliche che si allungano in eterno come nella migliore tradizione psichedelica. Quattro dischi per quattro capitoli distinti di un loro personalissimo volume dedicato alla trascendenza musicale. Di questi, probabilmente, il più completo e fantasioso rimane il disco omonimo del 2001. Ma Adam è già altrove.

A fare comunella con compagni di mentalità e di idee che rispondono al nome di Landing, con cui fonda i Surface of Eceyon o Surface of Eceon. Due dischi, due versioni diverse dello stesso moniker, ma stessa pasta psichedelica. Le chitarre di Dragyyn (Strange Attractor, 2003) coprono il vasto terreno che separa il languore “al delay” di David Gilmour dalla mistica dreamy di Robin Guthrie. Sembra una delle migliori vie di fuga dalla folla post-rock di quegli anni, ma Adam scappa già via verso nuove imprese. Nel frattempo la sua padronanza strumentale e il suo orecchio finissimo da tecnico gli permettono di attivarsi come ingegnere del suono presso i Dub Narcotic Studio della K Records, dove partecipa a registrare svariati personaggi come Calvin Johnson, Greg Weeks e Kinski. Si nasconde dietro un moniker quanto mai bizzarro per quello che è il suo vero debutto come solista, ovvero la sigla [[[[VVRSSNN]]]] da pronunciarsi come “version”. L’apparizione di White Rainbow arriva con l’inizio delle danze per la Yarnlazer la piccola etichetta di cdr che il Nostro condivide con la sua donna. Il primo risultato con la nuova ragione sociale è Zome, un diamante dream che ritorna sui passi interrotti con gli Yume Bitsu e che si beneficia ancora una volta dell’aiuto dei Landing. Post-rock con il cuore in mano nel peggiore dei casi, ma anche elettro-beat pulsanti su chitarre iper riverberate. Adam si sposta lentamente verso una possibile musica dance per angeli a due passi dalla new age bella e buona. Un incredibile box di cinque cd + dvd viene poi smerciato l’anno scorso da Marriage Records.

E’ il primo parto vero e proprio che può dirsi completamente figlio del nuovo corso. L’unico paragone possibile è con Kesto dei Pan Sonic, ma la musica è completamente diversa. Il lavoro non potrebbe essere più dispersivo. Dopo tutto è una raccolta di provini e micro-sketch. E’ White Rainbow che prende dimestichezza con White Rainbow. Nel dvd appaiono collaborazioni con videoartisti e dimostrazioni delle performance-installazioni dal vivo di White Rainbow, sempre più intenzionato a far vivere un’esperienza psichedelica a 360° con il supporto di strumenti ottici, luci, tubi e filmati. Con la sua Yarnalazer all’inizio di quest’anno pubblica Sun Shifts,un vero antipasto del disco autunnale su Kranky. La musica di Adam Forkner è diventata ormai una via di mezzo tra l’ambient in odor di new age e il kraut rock più etereo e onirico. Certi tribalismi dance non possono che agevolare ancora di più la riuscita dell’operazione. Musica che potrebbe tranquillamente essere usata come colonna sonora chill-out dopo infernali sessioni di goa-trance rave. Narcotica, tribale, new agey… osserviamo attentamente l’arcobaleno che si scioglie nel bagliore bianco del prisma e lasciamoci abbindolare oltre che dalla musica, dai proclami propagandistici che addobbano l’artwork in stile “Dream Syndicate” di Prism Of Eternal Now: “Enjoy only 2 cosmetics, enough sleep & White Rainbow’s ‘Eternal Now’ sounds to cleance and relax body-mind-soul-spirit instantly uniting Now! Infinite Now!”.

copertina pdf #91