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Pubblicazione 16 Settembre 2007

M.I.A.

Combat Bollywood

Guerrigliera Tamil nel video di Galang. Dea Kali sulle note di Jimmy. Sono i due estremi di M.I.A., la prima vera diva della nuova epoca globalizzata. Linguaggio pop transculturale. L’Asia come terreno di battaglia per le idee politiche. Groove da giungla, beat acidi, liriche velenose. Con tutta l’urgenza femminile di una 30enne srilankese che abita il mondo e lo agita dall’interno.
M.I.A per Spin Magazine
M.I.A.
2009
M.I.A per Spin Magazine

 “I'm armed and I'm equal. Physical, Brute force”. Combat rap, afro soundsystem, movenze elettro etno, campionamenti a gogo infilzati come lame nella scatola. M.I.A. is coming back with power power!  Il braccio riottoso dello Sri Lanka che si era fatto strada a colpi di rima e beat è di nuovo sulla bocca di tutti con l’invettiva antimachista del nuovo singolo Boyz. Cruda M.I.A. Non la marxiana intellettuale ma la ragazza d’azione. Bella sexy senza che il beat molli mai il colpo. Quella voce femminile girata cinica. Quei modi brit per niente East London eppure quella prammatica working class tutta inglese. Una militanza hip hop made in London, che vuole il ritmo dei beat come rasoiate acide e il basso come una bomba che piove in continuazione (bleep compresi). Così i versi di Boyz, in un canovaccio che segue il precedente Arular aumentando le fragranze world e le sincopi al fulmicotone, in una formula definitivamente potenziata. E la ricchezza dei nuovi campionamenti tutti compressi e sparati a palla come in una lavatrice incantata e colma di vestiti. Percussioni afro, trombe, campanacci ai piedi. Cutting transglobal terzomondista per una marcia militante che sa essere sexy senza silicone Nip & Tuck. M.I.A. è cinica e concisa e Kalaè un album tosto. La maturazione di una quasi adulta classe ‘77. Kala, dal nome di sua madre, è il ventre materno dentro cui Maya piega il pop ai suoi desiderata. Jimmy, secondo singolo, rilegge alla sua maniera una vecchia canzone bollywoodiana che le cantava sempre sua madre da bambina. “Strings da danza indiana e base discomusic di quelle che piacciono alla nuova borghesia di Bombay. Il video poi, uno sballo lo-fi nello stile di Neneh Cherry (ma furbamente lavorato al laptop – beati ‘80). E il testo? Un sarcastico omaggio alle love song dove le lei vengono abbandonate da sempre più manageriali e tecnologici partner, sempre busy e sempre static on ya satellite phone.

Ma chi è M.I.A.? L’acronimo sta per Missing In Action e si riferisce al padre, l’uomo il cui nomignolo politico - Arular - dà anche il nome al primo disco. Mathangi "Maya" Arulpragasam (il suo vero nome) è infatti figlia di un’attivista Tamil, Arul Pragasam, srilanchiano dal passaporto inglese. Nasce a Londra ma dopo sei mesi è costretta a trasferirsi in terra natia con la famiglia dove il padre s’unisce all’ Eelam Revolutionary Organisation of Students (EROS). I contatti con lui si fanno rarissimi e mia-maya assieme alla madre e alla sorella è costretta a continui spostamenti. Sono i nonni prima (e la stessa madre dopo) ad accudirla e nel frattempo la fuori c’è la Guerra Civile. Le condizioni di vita sono pessime e il conflitto sempre più aspro. Alla fine gli Arulpragasam tornano a Londra come rifugiati politici. Maya imparerà l’Inglese più tardi, all’età di 11, ma con le orecchie già nutrite all’hip hop che risuona nei cortili dei Flats attorno casa (di South London). Successivamente intraprende al Central Saint Martins College of Art and Design gli studi d’arte e cinema. Si dà alla pittura (tecnica spray, appeal pop e figurativo con temi Tamil), disegna la copertina di The Menace delle Elastica e le segue in America. Incontra Peaches che le consiglia una Roland 505 – un sequencer – con cui compone tracce come Galang e Lady Killer. Proprio la prima traccia fa breccia presso i Dj londinesi e presto la XL la chiama a sé. Un colpaccio. Ma il vero affare arriva poco dopo. A un dj set di Diplo,  M.I.A. rimane colpita dalle grandi affinità che la legano al personaggio. Poco dopo vola a casa sua per incidere l’album di debutto, utilizzando anche del materiale registrato per il mixtape Piracy Funds Terrorism che li vede entrambi protagonisti. E’ l’inizio di una guerriglia groovy inarrestabile. Quando esce Arular i dj dei club londinesi pompano garage e grime. Stili hip hop nati dal basso, dalle periferie londinesi. Personaggi come Dizze Rascal arrivano sulle console più in voga. M.I.A. non fa in tempo a passare per la stessa porta che viene censurata da MTV per i riferimenti al PLO (L’Organizzazione per la Liberazione della Palestina) contenuti in Sunshowers. Per tutta risposta, la frase incriminata rimane, il video non passa sul network, il disco furoreggia comunque, vince il Mercury Music Prize e apre le porte ad un tour con Gwen Stefani. Quando l’intellighenzia da club incomincia a storcere il naso, lei sta già viaggiando per incontrare Timbaland e registrare nuovo materiale per quello che sarà Kala. Inarrestabile.

Scheda: M.I.A.

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