Sempre più raramente il rock riesce a sconvolgerci con qualcosa di nuovo, qualcosa che cambi le carte in tavola anzi sbaragli il gioco, obbligandoci a ridefinire i contorni delle emozioni. Sarà perché sembra muoversi da posizioni già conquistate, come se il lavoro sporco fosse già stato fatto. Come se non fosse più il caso di insudiciarsi le mani.
Voglio dire, non mancano certo titoli belli, anche bellissimi con cui affollare le playlist di fine anno. Ma quel coinvolgimento inestricabile, quel frapporsi tra noi e il mondo come una cateratta, come un colore nuovo sulle cose, quello è un incontro sempre più raro.
Okay, neanche gli Xiu Xiu arrivano a tanto. Ma fin dalle prime note del primo album (o comunque del loro primo disco che capiti d'ascoltare) fanno venir voglia di esclamare: da dove spuntano questi? Non è facile rispondere, né sembra così importante. Si sa che nella sua ancor breve vita la band ha già cambiato mille volte organico, una girandola di nomi ignoti o poco noti attorno alla figura di James Stewart da San José, California. Nome (e fisionomia) da attore, circa trentenne, sessualità incerta, prolificità indiscutibile che ha fruttato la bellezza di quattro album e un ep in poco più di un biennio.
Niente della solare California affiora nel mood delle sue composizioni (non a caso la sua attuale residenza è Seattle), semmai un conflitto pernicioso, un dissidio intimo e sfibrante, una lotta prostrante per definire se stesso in cui il sé vacilla e quasi scompare. Ma non muore, aggirandosi tra i fotogrammi malsani, dissoluti e lancinanti di quei testi che covano j'accuse maldigeriti, auto-annichilimenti spietati, grida d'allarme soffocati.
Come potrete indovinare dalle recensioni più sotto, arrivare a circoscrivere la cifra sonora degli Xiu Xiu appare un’impresa frustrante. Tra un riferimento ai Joy Division e uno ai Talk Talk, nello iato incommensurabile che separa (e unisce) Van Der Graaf Generator dai New Order, l'opera di Stewart e compagni è un amico col coltello in tasca, una testuggine senza carapace, uno sguardo che non capisci se lucido o allucinato.
Esperienza febbrile e struggente, crudele e pietosa. Il punto è: mettersi sulla difensiva o accoglierla? Fuggire o colpirla?
L'intervista che segue è una piccola collezione di altrettanti fotogrammi, bagliori che non "gettano luce su", ma girano intorno ad un personaggio con poca o nessuna voglia di schiudersi, sormontando la propria musica. Che poi è quanto di più vero, sincero e attendibile ci possa mai raccontare.
Da circa un anno Lauren e Yvonne non fanno parte dalla band. Per le registrazioni di Fabulous Muscles gli Xiu Xiu siamo stati io e Cory. Per quanto riguarda la storia, tutti noi abbiamo storie peculiari e percorsi di incontro e separazione. Le persone che hai citato non esauriscono il totale dei membri che hanno fatto parte della band: Miya Osaki era originariamente nel gruppo prima dell'arrivo di Lauren e ha suonato in molte noise band, inoltre anche John Dieterich dei Deerhoof, Devin Hoff dei Nels Cline Singers, Carla Bozlich, Ches Smith (che ha suonato con Tom Waits, Trevor Horn e John Zorn) ne hanno fatto parte. Devin, tra l'altro, ha una band molto interessante chiamata Good For Cows e ah, dimenticavo, Caralee! Per lei è la sua prima esperienza in una band.
Sì, il gruppo ha preso il suo nome da quel film (titolo completo Xiu Xiu The Sent Down Girl, girato da Joan chen nel '98, è una storia di ordinaria disumanità nella Cina della rivoluzione culturale, ndi)
In Italia e negli Stati Uniti. Non so perché e comunque è molto "in" avere qualche tipo di riscontro nel vostro paese. Il cibo è migliore e la gente più carina.
Tutte le canzoni parlano di cose reali che sono accadute ai membri della band o a gente molto vicina a noi. Penso che questo fattore sia una costante per Xiu Xiu: le canzoni rappresentano cose reali vicine a noi.
Beh quasi niente e, al tempo stesso, ore e ore e ore. Questa potrà sembrare una contraddizione, ma cerchiamo d'essere il più possibile spontanei quando incidiamo pur passando un'eternità nella scrittura dei brani e nel missaggio. Cory dice sempre che Dio è nei dettagli e anche che la prima take è sempre la migliore. Oscilliamo tra queste due massime. Alcune volte funziona, altre no.
Non so che cosa sia...
Molte canzoni parlano di problemi sessuali, confusione, crimini e sporcizia. Come detto prima, parlano di cose vere e purtroppo sono i pasticci della vita.
È imbarazzante, ma... No, non l'avevo mai sentito. Quando mi hanno messo questa pulce nell'orecchio sono andato a ascoltarmi gli album e ora sono un suo grande fan. Certo, la sua voce è molto meglio della mia...
Ho missato l'album e ho suonato la chitarra in una canzone. Siamo buoni amici e abbiamo fatto una tournée assieme che ha toccato anche il Giappone. Per qualche ragione non ho mai parlato con lui di songwriting ... Pensa te, quando siamo assieme, parliamo di Otis Redding e diaframmi (!). Penso che Owen sia un eccellente musicista e scrittore di testi, la sua immaginazione è avvincente e arriva nuda, alla sostanza delle cose.
Non ho idea se abbiamo veramente qualcosa di diretto in comune. Semplicemente amo la sua voce e le sue liriche inusuali. Adoro il fatto di come gli sia in grado di comporre un numero così grande di canzoni atipiche che tuttavia suonano così belle e accattivanti.
Penso che puoi farti una convinzione di un qualsiasi gruppo partendo dalle copertine. Comunque quella che più ci rappresenta sta nel secondo album - "A promise" - che ritrae un prostituto con una bambola a testa in giù. Ho scattato personalmente quella foto, era un modo per pagare questo ragazzo che insisteva allo sfinimento per avere rapporto sessuale che io non volevo. La foto, tra mille domande e dubbi che mi sono posto in quegli attimi prima di decidere, è stata una scusa per dargli un compenso e nel contempo la mia volontà di rappresentare vulnerabilità e oscurità, sessualità sgradevole e violenza sottile con una sensazione di sottile speranza che fa male. Volevamo che la musica contenesse quello stesso messaggio.
Mi hanno portato in una scogliera, legato un tacchino congelato alla vita e gettato in mare, poi sono arrivati dei pescecani che mi hanno morso le gambe...
A parte gli scherzi, Greg ha suonato la batteria nella canzone "Hives Hives" (sull'album Kinfe Play ndr.). Con lui ho composto una colonna sonora e siamo a quota 1000 show assieme. Con John stiamo registrando un album e, infine, con Rob e Kelly (che erano parte dei Deerhoof e ora sono nei 7 year rabbit cycle ndr.) ho suonato la chitarra in una delle loro tournée. È stato uno spasso e loro sono i migliori.
È carino che me lo chiedi. Amo i suoni analogici. All'inizio sono stati gli unici che ci potevamo permettere tuttavia, ora che tutti i nostri apparecchi sono digitali, cerchiamo degli emulatori che ci permettano di usare un pc come se fosse vecchio synth.
Sono sempre stato negatissimo con i coin-up e questa cosa mi faceva vergognare non poco quando ero adolescente. Forse per quello che ne sono ancora affascinato. Amo guardare la gente che videogioca, ascoltarli e vederli mentre si pavoneggiano. Caralee Mcelroy (membro degli Xiu Xiu ndr.) invece è una draga e posso guardarla giocare per ore. Ecco spiegato perché quei suoni vengono fuori! Sono tentativi di padroneggiare alcune parti del videogioco che ho nella mia mente.
Scheda: Xiu Xiu
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