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Pubblicazione 02 Febbraio 2009
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Jamie Lidell

Velvet Club, Rimini (24 Gennaio 22h00)

"L'uomo bianco più nero in circolazione" dimostra che la sua dimensione è il palco, laddove tutti i limiti delle sue produzioni in studio vengono divorate da un modo di fare unico ed istrionico e da una voce e un groove naturale che diventano dirompenti.
Jamie Lidell - Live @ Velvet 24-01-2009 (© Francesca Garattoni)
Jamie Lidell
Francesca Garattoni 2009
Jamie Lidell - Live @ Velvet 24-01-2009 (© Francesca Garattoni)

Nessuna band, solo un gregario al piano, all’organo e agli svariati tricks.

In una parola “soul”. Quello di prim’ordine, quello con anima vibrante e corpo trascinato al movimento. Quello che si porta dietro la storia tutta di un genere e non la offende, vedendola anzi omaggiata da una vocalità fuori dall’ordinario e da un savoir-faire on stage che elettrizza l’imberbe ascoltatore che non sa quello che potrà attendersi. E Jamie, un novello Stevie Wonder bianchissimo, tiene il palco benissimo con le sue smorfie e le sue movenze da autistico, completamente inebriato dal proprio senso del ritmo che esterna al meglio facendosi “human beat box”: basi e bassi grossolani partoriti dalla bocca ma rigorosamente a tempo, che registra e campiona sul momento per crearsi un fondamento da cui sprizzare tutto il suo dilagante entusiasmo, che è tangibile poiché non filtrato.

Certo la formula “beat campionati + vocalismi” può allettare (e lo fa eccome), ma alla lunga tende a risultare un tantinello monotona e la fruizione dei pezzi (principalmente presi, come ovvio, dall’ultimo Jim) talvolta richiamano la mancanza di una vera e propria fullband alle spalle. Tanto basta però per assaporare qualche brivido e sentirsi per una volta “neri dentro”, quando soprattutto si arriva ad un finale da singalong col pubblico sulle note di una Another Day a cappella, di cui prendere e stampare il testo da esporre sullo specchio come monito positivista per cominciare al meglio ogni singola mattina. Insomma un figlio della tradizione e della bizzarria dell’artista a tutto tondo, che per fortuna è ben attaccato al comunicare le proprie sensazioni, forse più dal vivo che su disco. E come si dice, “quando lo spettacolo si fa emozione”…

Alessandro Grassi

Media partners

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