Tune in
Pubblicazione 01 Dicembre 2003

Marta Sui Tubi

Quattro braccia prese in prestito dall’agricoltura

L'intervista a Marta Sui Tubi

Giovanni Gulino alla voce. Carmelo Pipitone alla voce e alla chitarra. Fabio Magistrali produce. Il risultato è "Muscoli e Dei", l'esordio di Marta Sui Tubi, un gruppo italiano tra i più promettenti dell'anno. Contattiamo Giovanni e Carmelo all'indomani della pubblicazione dell'album uscito per la Eclectic Circus.
Marta Sui Tubi
2005

Giovanni e Carmelo sono irrequieti, se ne girano per Bologna in continuazione senza partecipare a nulla. Li incontri per strada che vanno o vengono da qualche posto, nomadi, mai fermi. La loro musica li assomiglia: folk suburbano fatto di mattoni che si stagliano sul prato arso dai tubi di scappamento. Sguardi tesi sullo strappo del reale. Marta sui Tubi sono un'entità, una cellula temporale con un proprio tempo e un proprio spazio: “un incrocio tra Nick Drake con le borchie, Syd Barrett appena disintossicato e Piero Ciampi che passa la canna a Domenico Modugno

Prima di rispondere alle nostre domande - spedite via mail pochi giorni prima - Marta Sui Tubi metton lì un prologo a mo' d'intestazione, quasi come se avessero chiaro che dell'intervista hanno già in mente il titolo. Li accontentiamo.

“Dalle nostre parti si dice che la penna è più pesante della zappa. Invece di fare i compiti a casa preferivamo ascoltare musica, perché scrivere è sempre stato troppo noioso.Quando dobbiamo farlo tendiamo ad essere eccessivamente sintetici (vedi le nostre canzoni che raramente superano i 3 minuti), quindi non prendetevela se certe volte preferiamo andare a 'zappare'”.

1. Giovanni, Carmelo iniziamo questa serie di domande con alcune curiosità biografiche. Come vi siete conosciuti? Avete frequentato assieme il DAMS a Bolonga? Da dove provenite originariamente?

Ci conosciamo da tanto tempo ma abbiamo iniziato a suonare assieme solo da un anno. Cioè da quando Carmelo si è trasferito a Bologna. Veniamo da Marsala, la punta estrema della Sicilia occidentale

2. Che mi raccontate della vostra permanenza bolognese? Perché siete diretti a Milano?

Bologna ci ha permesso di confrontarci con una varietà di stili di vita e musicali a noi poco conosciuti. Abbiamo passato un periodo splendido nel quale abbiamo conosciuto della gente davvero stimolante. In particolare abbiamo stretto delle bellissime amicizie con Moltheni e con gli Slim. Sinceramente ci aspettavamo una scena musicale più fervida e una disponibilità maggiore da parte dei locali in cui si può suonare dal vivo. Se non fai cover stupide, jazz, ska non fai concerti. Spesso i gestori preferiscono i DJ alla musica dal vivo, pagandoli pure di più. Tutto questo è frustrante. A Bologna riusciamo a suonare mediamente una volta ogni 15 giorni e questo non ci basta. Ci trasferiamo a Milano per fare più concerti.

3. Quali i pregi e quali i difetti del capoluogo emiliano a vostro avviso? Quanto crescere in quella città vi ha influenzato? “Milano è una città che di dà tanto ma ti chiede molto di più”, questo il parere che va per la maggiore quando s’interrogano i residenti della metropoli lombarda. Cosa si aspetta Marta Sui Tubi dalla metropoli lombarda?

Pregi di Bologna: la piccola dimensione della città permette di muoverti agevolmente un po’ ovunque e di seguire tutto quello che accade. Noi per lo più gravitavamo nella zona di Via del Pratello, dove abbiamo abitato, un microcosmo di affascinanti personaggi fuori da ogni contesto. Milano è un grande punto interrogativo ma lo era anche Bologna quando siamo arrivati. Adesso però con noi ci sono i muscoli e gli Dei….

4. La vostra biografia racconta che vi siete fatti le ossa come cover band (di Violent Femmes, Jeff Buckley, Nick Drake...), eppure sembrate piovuti non si sa bene da quale cielo. Merito, a mio avviso, di un quid espressivo/artistico peculiare, per quanto in via di definizione. A parte questo, rivendicate delle fonti ispirative primarie?

Fonti ispirative? Tutta la musica che fa palpitare il cuore, senza distinzioni di genere. Non abbiamo mai pensato di comporre un pezzo cercando di farlo assomigliare a questo o a quello, la creazione avviene in modo spontaneo cercando di seguire solo l’istinto espressivo che abbiamo dentro. Chiaramente ci sono dei suoni che ci piacciono di più rispetto ad altri, quelli legati a una matrice acustica, ma non abbiamo dei punti di riferimento precisi. Se io ascoltassi per la prima volta Marta Sui Tubi mi sembrerebbe un incrocio tra Nick Drake con le borchie, Syd Barrett appena disintossicato e Piero Ciampi che passa la canna a Domenico Modugno.

5. Avete mai pensato a voi come figli di una scena bolognese. C’è qualche oscura band – i Vanagloria? - che vorreste citare come influente per il vostro percorso. E visto che ci siamo, in generale che band stimate nel circondario bolognese e non?

Figli di una scena bolognese no, piuttosto figli della scena della Sicilia occidentale che non riesce ad emergere nonostante ci siano ottimi gruppi e ispiratissimi musicisti (Airfish, Mari X, Kali Yuga).
Della scena Bolognese apprezziamo tanto i Massimo Volume, gli Slim e i Cut.

6. Avete un approccio poetico ed irriverente insieme, sia nei testi che musicalmente. Possiamo inserire alla voce "caratteristiche stabili" o è frutto di una situazione temporanea? In altre parole, credete che quello del vostro disco d'esordio sia il mood definitivo della band o siamo al work in progress?

L’approccio poetico ed irriverente sarà sempre una costante ma ci piace metterci in gioco sempre, sperimentando tutto ciò che può diventare suono. Le sonorità e le atmosfere dei pezzi cambiano molto quando suoniamo dal vivo, inoltre abbiamo già composto nuove canzoni che con “Muscoli e Dei” hanno poco a che fare… quindi è tutto in progress, come le unghie dei piedi.

7. In pezzi come Vecchi Difetti la tensione folk-blues e la drammaticità dei vocalizzi rimanda al grunge unplugged stile Nirvana, Pearl Jam e Alice In Chain: ho scritto una cazzata?

Si.

8. Post, oltre ad essere il nostro pezzo preferito, ci sembra un vero e proprio manifesto d'intenti: un'amarezza ebbra, un desolante malanimo, frasi come "io non ho sentimenti, solo sensazioni" che suonano come l'encefalogramma (quasi piatto) dell'attualità. L'arrangiamento poi è uno scampolo d'apocalisse...

Si. È il ghiaccio del dopo-eiaculazione che segue al fuoco di una passione passeggera. Abbiamo voluto mantenere l’atmosfera fredda e distaccata con un “non canto”, poi il trombone e l’e-bow hanno reso l’aria irrespirabile, priva di qualsiasi desiderio di redenzione.

9. Le canzoni risalgono tutte allo stesso periodo? In quanto tempo le avete registrate?

Abbiamo scritto tutti i pezzi dell’album tra novembre 02 e gennaio 03. Li abbiamo registrati nei fine settimana tra febbraio e marzo, per un totale di 6 giorni di registrazione e 4 di mixaggio.

10. Avete a disposizione tre parole per descrivere l'apporto di Magistrali (non una di più).

Determinante, disarmante, devastante.

11. Fabio "Magister" ha messo la firma a molti tra i migliori prodotti dell'alternativo italiano, come A Short Apnea, Bron Y Aur, Runi, Bugo... Pensate di scorgere un filo conduttore tra questi lavori?

Si, Fabio Magistrali.

12. A questo punto molti non staranno più nelle mutande per vedervi dal vivo: ci sono già un po' di date in programma?

Il prossimo concerto sarà al Bar Wolf di bologna il 15/01/2004. Poi saremo a Pesaro al Sonic Lab il 16/01.
copertina pdf #91