Giovanni e Carmelo sono irrequieti, se ne girano per Bologna in continuazione senza partecipare a nulla. Li incontri per strada che vanno o vengono da qualche posto, nomadi, mai fermi. La loro musica li assomiglia: folk suburbano fatto di mattoni che si stagliano sul prato arso dai tubi di scappamento. Sguardi tesi sullo strappo del reale. Marta sui Tubi sono un'entità, una cellula temporale con un proprio tempo e un proprio spazio: “un incrocio tra Nick Drake con le borchie, Syd Barrett appena disintossicato e Piero Ciampi che passa la canna a Domenico Modugno”
Prima di rispondere alle nostre domande - spedite via mail pochi giorni prima - Marta Sui Tubi metton lì un prologo a mo' d'intestazione, quasi come se avessero chiaro che dell'intervista hanno già in mente il titolo. Li accontentiamo.
“Dalle nostre parti si dice che la penna è più pesante della zappa. Invece di fare i compiti a casa preferivamo ascoltare musica, perché scrivere è sempre stato troppo noioso.Quando dobbiamo farlo tendiamo ad essere eccessivamente sintetici (vedi le nostre canzoni che raramente superano i 3 minuti), quindi non prendetevela se certe volte preferiamo andare a 'zappare'”.
Ci conosciamo da tanto tempo ma abbiamo iniziato a suonare assieme solo da un anno. Cioè da quando Carmelo si è trasferito a Bologna. Veniamo da Marsala, la punta estrema della Sicilia occidentale
Bologna ci ha permesso di confrontarci con una varietà di stili di vita e musicali a noi poco conosciuti. Abbiamo passato un periodo splendido nel quale abbiamo conosciuto della gente davvero stimolante. In particolare abbiamo stretto delle bellissime amicizie con Moltheni e con gli Slim. Sinceramente ci aspettavamo una scena musicale più fervida e una disponibilità maggiore da parte dei locali in cui si può suonare dal vivo. Se non fai cover stupide, jazz, ska non fai concerti. Spesso i gestori preferiscono i DJ alla musica dal vivo, pagandoli pure di più. Tutto questo è frustrante. A Bologna riusciamo a suonare mediamente una volta ogni 15 giorni e questo non ci basta. Ci trasferiamo a Milano per fare più concerti.
Pregi di Bologna: la piccola dimensione della città permette di muoverti agevolmente un po’ ovunque e di seguire tutto quello che accade. Noi per lo più gravitavamo nella zona di Via del Pratello, dove abbiamo abitato, un microcosmo di affascinanti personaggi fuori da ogni contesto. Milano è un grande punto interrogativo ma lo era anche Bologna quando siamo arrivati. Adesso però con noi ci sono i muscoli e gli Dei….
Fonti ispirative? Tutta la musica che fa palpitare il cuore, senza distinzioni di genere. Non abbiamo mai pensato di comporre un pezzo cercando di farlo assomigliare a questo o a quello, la creazione avviene in modo spontaneo cercando di seguire solo l’istinto espressivo che abbiamo dentro. Chiaramente ci sono dei suoni che ci piacciono di più rispetto ad altri, quelli legati a una matrice acustica, ma non abbiamo dei punti di riferimento precisi. Se io ascoltassi per la prima volta Marta Sui Tubi mi sembrerebbe un incrocio tra Nick Drake con le borchie, Syd Barrett appena disintossicato e Piero Ciampi che passa la canna a Domenico Modugno.
Figli
di una scena bolognese no, piuttosto figli della scena della Sicilia
occidentale che non riesce ad emergere nonostante ci siano ottimi
gruppi e ispiratissimi musicisti (Airfish, Mari X, Kali Yuga).
Della scena Bolognese apprezziamo tanto i Massimo Volume, gli Slim e i Cut.
L’approccio poetico ed irriverente sarà sempre una costante ma ci piace metterci in gioco sempre, sperimentando tutto ciò che può diventare suono. Le sonorità e le atmosfere dei pezzi cambiano molto quando suoniamo dal vivo, inoltre abbiamo già composto nuove canzoni che con “Muscoli e Dei” hanno poco a che fare… quindi è tutto in progress, come le unghie dei piedi.
Si.
Si. È il ghiaccio del dopo-eiaculazione che segue al fuoco di una passione passeggera. Abbiamo voluto mantenere l’atmosfera fredda e distaccata con un “non canto”, poi il trombone e l’e-bow hanno reso l’aria irrespirabile, priva di qualsiasi desiderio di redenzione.
Abbiamo scritto tutti i pezzi dell’album tra novembre 02 e gennaio 03. Li abbiamo registrati nei fine settimana tra febbraio e marzo, per un totale di 6 giorni di registrazione e 4 di mixaggio.
Determinante, disarmante, devastante.
Si, Fabio Magistrali.
Scheda: Marta Sui Tubi
2002-2009 SENTIREASCOLTARE music magazine. Registrazione Trib.BO N 7590 del 28/10/05
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