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Pubblicazione 01 Gennaio 2007

Deerhunter

The Night of the Hunter

Arrivano da Atlanta i cinque cacciatori di agnelli, che rispondono al nome di Deerhunter. Rumoreggiano beffardamente prendendo dalla torrida stagione degli '80, entrando ed uscendo da crisi esistenziali, sale prove, voglia di cazzeggio, depressioni da giovani Werther. E' sempre la stessa storia. It's only rock'n' roll (but I like it).
Deerhunter
2007

Ve le ricordate le college band anni ’80 e ’90? Così come tutto quell’immaginario fatto di campus universitari, cheerleaders, balli della scuola, bravate e filoni, mentre radio dagli acronimi compositi come WMFU, KLRN o TWAD sonorizzavano il tutto con dosi massicce di distorsioni e inni alla ribellione? Tutto proprio come in quel vecchio film con Christian Slater, che apriva una radio clandestina e al suono di Pixies, Sonic Youth e Beastie Boys faceva ammutinare tutto il liceo. Tutto questo è esattamente quello che viene in mente osservando una band come i Deerhunter. I cinque aitanti giovinastri di Atlanta, capeggiati dal quasi scheletro Bradford Cox, sono il classico gruppo di amici che si ficca in garage e comincia a suonare e suonare con la voglia di incidere un disco e andare in tour. Storia di ieri come dei nostri giorni comunque.

Iniziano nel 2001 cercando ovviamente di aggiornare il linguaggio rock all’epoca del post-everythingche viviamo oggi. Trovano quasi subito la formula: un connubio variabile tra elementi garage-indie-pop rock, innesti shoegaze e appena qualche evanescenza ambient. Il disco di debutto, omonimo, licenziato nel 2005 dalla piccola Stickfigure aggredisce già con sufficiente convinzione. Chitarre che lacerano le casse come armi contundenti, in un misto ideale tra Dinosaur Jr. e Jesus & Mary Chain e si appoggiano a robotici e cavernosi groove ritmici. I cinque cacciatori di pecore, devono avere ascoltato a lungo i Fall di Dragnet e This Nation’s Saving Gracecome si intuisce dalle feroci danze moderne che si ballano brutalmente nel disco di debutto. A volte le citazioni sono più evidenti come N. Animals, Adorno o Basement altre volte più coperte, ma sempre in odore di anni ’80 come nella fantastica Tech School che puzza di Gang Of Four lontano un miglio.(6.7/10)

Come ogni piccola o grande storia rock che si rispetti, la band passa attraverso una serie di vicende negative, che vede diversi cambi di line-up e finanche la morte di un membro. Le depressioni aumentano. Non è dato di conoscere la forma fisica di Bradford Cox prima che il primo disco fosse licenziato, ma osservando le poche foto promozionali che si trovano in rete sembrava leggermente più in carne. La linea d’ombra in cui la band si è volente o nolente ficcata, termina con una dichiarazione entusiastica di Karen O dei Yeah Yeah Yeahs, che assiste ad un loro show e in una dichiarazione all’NME parla del concerto dei Deerhunter come di una “esperienza religiosa”. Forse è stata proprio lei a raccomandarli alla sua dolce metà o forse no, fatto sta che successivamente i Deerhunter se ne vanno in tour con i Liars, come band di supporto nel loro tour autunnale. Un segnale di evidente ripresa emotiva che si lega anche all’uscita del nuovo disco su Kranky.

Scheda: Deerhunter

copertina pdf #91