Tune in
Pubblicazione 01 Aprile 2004

Bugo

Lo svacco e il tormento

a proposito del Bugo

Epica trash e melodrammi minimi. Una tenerezza brutale, indomita, paradossale. Fibrillazioni blues, folk trasognato, effettacci elettronici tra gorghi di melodiosa afflizione. L'estemporanea assolutezza di quei versi che sono un tormento di metrica, una penombra affranta, una confessione etilica, un ridere aspro sul disarmo dei giorni. Il Bugo. Introduzione, intervista e monografia dettagliata.
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Bugo
Francesca Grilli 2006
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Il giovanotto è truce e sgangherato, proprio come lo avrebbe disegnato il Paz (rabbia e cattiveria dileguate in un feroce disincanto). Hobo punk fragile e convulso, sgangherato saltinbanco-poeta, tenuto in piedi e tra i piedi solo grazie ad un "rock che lo fa ballare come uno shock". Un Battisti slacker, un Thurston Moore sotto valium, uno Skip Spence liofilizzato, un Rino Gaetano lo-fi, un Mark Linkous squattrinato... E, naturalmente, Beck, del quale a sentire i detrattori non sarebbe che una mera e speciosa rivisitazione. Non li staremo a sentire.

Un bel giochino quello dei riferimenti, che però si rivela presto sterile: questo tipo sfugge ai tipi, il catalogo boccheggia, ogni modello è sempre troppo o troppo poco. E quello che manca o che avanza è proprio il Bugo, unità minima indissolubile, uno col segreto delle canzoni da tre accordi. Letali, struggenti, inzuppate di cinismo e periferia, come un colpo di coda del vero sulla forma(lità).

In giro si rinvengono solo biografie abbozzate: pare che Cristiano Bugatti sia nato nel 1969 a San Martino di Trecate, profondo novarese, la nebbia che s'infila nei pori e ci rimane fino a mezza estate e anche di più. Una nebbia esistenziale come la cantava il primo Paolo Conte, lui avvocato che giocava al teatrino delle situazioni minime, Bugo invece operaio in fonderia con il futuro basso e indistinguibile spiaccicato sull'orizzonte, soffocante come una qualsiasi sera senza sbocco tra le luci gialle che ti spingono al nulla.
Si dice pure che abbia imparato a suonare la chitarra durante la leva. Può essere, come no. Altre voci, non verificate né verificabili, lo vogliono dietro la batteria di un non meglio precisato gruppo punk. Non è il caso di indagare troppo, e in fondo cosa importa.
Arriviamo piuttosto ai numeri certi e certificati: anno 1999, esce per i tipi di Bar La Muerte il sette pollici Questione di Eternità . Pochi mesi dopo il Bugatti è già stanziato a Milano, naturale che incroci il cammino con i Runi, assieme ai quali licenzia l'ep La Pianta Movente. E' l'inizio di una amicizia/collaborazione che prosegue tutt'oggi. Il 2000 è la volta di Pane, Pene, Pan, mini a suo nome edito da Loretta Records.
Il grande salto lo compie nello stesso anno grazie ad una occhiuta joint-venture Bar La Muerte-Snowdonia, pronte a raccogliere tutto l'estro dell'allampanato saltimbanco: schegge, frammenti e pezzettoni danno vita al primo lavoro di lunga durata, l'epico La Prima Gratta.

Mostri e Capriole. Intervista a Bugo

Bugo è il brogliaccio accartocciato sotto il tavolo, il lato sbrigliato del nostro stare al mondo. quello che arriva prima del pensiero a cavallo di intuizioni rapide e disarticolate, sgangherate ma calzanti, così cazzone e così vere. lo si ama, lo si odia: perché? boh. intanto c’è e ce ne rallegriamo. ecco un’intervista telematica che lasciamo così come l’abbiamo ricevuta, con quelle maiuscole, quella punteggiatura, quei periodi sull’orlo di qualcosa.

Innanzi tutto complimenti per come sei sparito e ritornato: all’improvviso. Ti sei preso una vacanza o hai solo lavorato al nuovo disco? Oppure sei come pippobaudo che la vacanza è il lavoro?

Con pippo condivido il laccio della cravatta, non il taglio di capelli. Ho completato il disco e poi mi sono seduto su un divano per tre mesi. Sparito e ritornato come la polvere sotto l'armadio.

 

Band e produzione sono sempre le stesse?

Ho registrato tutto solo con qualche intervento da parte di amici. Ho registratocon uochitoki e per i fatti miei. lo stile finale è mio, rossettoai bordi delle labbra

 

I titoli dei tuoi album stanno nel solco della tua poetica: apparenza sgangherata e una specie di doppio fondo più complesso. Golia e Melchiorre a cosa si riferisce?

Golia è il mostro elettronico che mi ha rimbambito. Melchiorre è il cavaliere mascherato che ruba gli appunti che ho nel taschino della giacca. amo divertirmi e qualche volta penso.

 

È addirittura un doppio!

Due dischi stilisticamente molto diversi… avevo pronte tante canzoni più qualche improvvisazione. la roba acustica l'ho terminata il maggio 2003 poi ho iniziato con Golia, campionatori, candele elettroniche, arpeggiatore, finzione, salti, capriole, girella, discoteca, santoni. Ho terminato in novembre già con l'idea del doppio album.

Quello acustico e quello elettrico sono i tuoi due “lati a”, potremmo dire, senza contare l’elettronica che in passato ficcava il dito in entrambi, poi le escursioni house/hip hop eccetera. Tipica domanda oziosa: da la prima gratta in avanti qual’è l’aspetto che più è cresciuto? ovvero, dove va o credi che stia andando il Bugo?

Beh, tra un po' vado a mangiare. Se durante il percorso inciampo in qualche canzone sui corvi cercherò di raccoglierla. Sono un pianista.

 

Forse non si sottolinea abbastanza la tua abilità di songwriter. Ti ci vedi a fare l’autore, a scrivere pezzi per qualcun’altro?

Conta come mi vesto. La televisione è un istigazione all’odio. Conta il colore dell’automobile, la faccia nell’obbiettivo fotografico, la posa sul palco, Elvis. potrebbe essere una possibilità soltanto se i ragazzi cominciassero a ascoltare le parole di Capossela. Il rock è significativo. La parola è la chiave.

 

Ralenti di un sole che tramonta sui condomini... com’è che Bugo è del nord... sa di nord... di dopolavoro in una realtà industrializzata...

Adoro la nullità della campagna. Adesso picchio la testa sui muri e mi faccio ancora male. Ho lavorato in fabbrica, non sono un proletario.

 

Che rapporto ha Bugo personaggio, Bugo sui dischi, e Bugo individuo che vive e respira tutti i giorni?

A volte metto le cuffie per sentire i dischi.

 

Il pranzo pasquale gioco coll'amiga 500 e i parenti di là con il cabernet e tonnellate di polenta. Bugo com’è che hai scelto il blues per esprimere quello scazzo che c'avevi dentro?

A scuola mi dicevano: potresti fare di più. Il lamento, il lamento.

 

Con quest’'ultimo lavoro pensi di aver ridotto la distanza tra il bugo “da palco” e quello su disco?

Prendo il righello e poi te lo dico.

 

A proposito: porterai ancora in giro i vinili da far scegliere come base per i rap tipo “pasta al burro”?

Il giradischi che avevo è volato via. Basta screc.

 

Si fa un gran dire di file sharing e masterizzazioni. Per molti il formato cd è alla frutta, il musicista potrà sostenersi finanziariamente solo con i tour e la vendita di relativi gadget. In un certo senso per molti sarà un ritorno al “mestiere”. Come la vedi?

Vivo coi concerti. Se i dischi costano troppo e si spende troppo per produrli è giusto che ci sia questa crisi. Si parla troppo di soldi. Che fine farà la canzone italiana, questo è il punto e la virgola.

 

La critica, un po’ oziosamente, continua a spacciarti come il Beck denoantri... due cose: ti sei rotto i coglioni? E poi: a quando il tuo “Midnight Vultures”?

Beck è il migliore ma è americano, canta in inglese. La nuova Roma è un vortice ma cerchiamo una via di fuga! I miei testi sono i miei e sono italiani, provinciali. Adoro gli alpini. La rivisitazione del passato è quasi d’obbligo. Non sono io che devo dire che sono io.

 

Personalmente ho goduto abbastanza con i dischi italiani usciti negli ultimi mesi, Marta Sui Tubi, Filippo Gatti, Plozzer... dal tuo punto di osservazione “privilegiato”, che aria hai annusato in giro? Vuoi fare qualche nome?

Bisognerebbe cantare di più. Megaloman, altro.

 

Sei ancora in contatto con Bruno Dorella e Chirstian Rainer?

I Ronin credono nella canzone. Christian mi piace.

 

Cantare in italiano, o cantare in inglese: è così importante?

Per me, è l unica cosa.

 

Per finire, uno scoop per sentireascoltare: il disco della vita del Bugo è…

Il disco orario.

 

Scheda: Bugo

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