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Pubblicazione 08 Marzo 2008

Ex-Otago

Circolo Caracol, Pisa (02 Febbraio 2008)

Fortissimamente voluto dagli appassionati e competenti gestori del circolo e già rimandato una volta causa orecchioni del chitarrista, il concerto del gruppo genovese al Caracol rischiava di risolversi in una delusione con tendenze verso il disastro...
Ex-Otago
Giulio Pasquali 2008

Fortissimamente voluto dagli appassionati e competenti gestori del circolo (che per inciso me li hanno fatti conoscere) e già rimandato una volta causa orecchioni del chitarrista, il concerto del gruppo genovese al Caracol rischiava di risolversi in una delusione con tendenze verso il disastro: colpa dell'impianto - ovviamente durante il soundcheck funzionava alla perfezione - che fa sì che i primi venti minuti consistano esclusivamente in Robilante e Luisa(neanche fossero canzoni dei Dream Theater), annegate tra risonanze delle corde basse della chitarra, spie che non funzionavano, gruppo perplesso e tentativi disperati - al punto di coinvolgere perfino il sottoscritto - di risolvere questi problemi, peraltro con risultati relativi.
Ma quando tutto pareva perduto è intervenuto a salvare la serata il pubblico, più che altro una curva: non solo per l'ampia presenza di tifosi del Pisa - come tali aizzati dalla sciarpa nerazzurra sfoggiata dal tastierista-freestyler Pernazza e dai suoi cori, anche su Livorno (se la mappa delle curve è la stessa di un tempo dovrebbe essere genoano )- ma proprio per il calore, il sostegno e l'incitamento che rivolgono al gruppo, cantandone anche – incredibile - tutte le canzoni.
Certo, i testi degli Ex-Otago non sono proprio dei poemi, ma quelli sotto il palco non perdono un colpo: e a furia di incitamenti a un certo punto il cantante raccoglie quest'entusiasmo e suona la carica al gruppo, il quale a quel punto parte a rotta di collo per un concerto furioso che sposta verso il punk il loro pop anni 2000 venato di malinconia ironica, accentuando quella sgangheratezza che costituisce uno degli elementi centrali della poetica dei Nostri.
Il set non è lunghissimo e manca pure Going To Panama, integrata da un'anteprima di Settembre(ripescata da un vecchio demo con destinazione prossimo album), ma è torrido, scatenato, sudato e gioioso, al punto che verso la fine il solito Pernazza decide di imitare il Gabriel dei tempi d'oro e si butta di schiena sul pubblico, che se lo porta un po' in giro e lo solleva costringendolo ad aggrapparsi a una specie di tubo di ferro sul soffitto, mentre si fa il segno della croce sperando di riuscire a scendere illeso: ci riesce - visto che la serata è buona e magica - avendo solo aggiunto un po' di sudore freddo a quello bollente del concerto.
Il post concerto vede il pubblico estremamente soddisfatto e consapevole fino ad un certo punto di aver "fatto" la serata chiacchierare tranquillo con la band - tanto contenta quanto sorpresa - di una data che non dimenticheranno davvero, né gli uni né gli altri.

Scheda: Ex-Otago

copertina pdf #91
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