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Pubblicazione 20 Maggio 2008

Richard Youngs

, (07 Maggio 2008)

Siamo tutti un po’ rapiti da Richard Youngs, e lo siamo per il semplice motivo che lui, in un modo o nell’altro, accontenta ogni palato: dall’esigente accademico al krautrocker, dall’esteta wyatt-iano al seguace folkye.
Richard Youngs
2000

Un coacervo di stili in un unico corpo, quello dello scozzese, nella sua prima in territorio italico. Lo si vede passeggiare, il giorno prima dell’evento, nel centro storico napoletano come un turista tra i tanti, seguito dalla compagna e dal bimbo comodo in carrozzina. Zainetto in spalla e sguardo accomodante: l’istantanea della serenità.

Il palco della Galleria Toledo ospita un pianoforte e la chitarra. La veste sarà quella acustica ma la cifra, ahimé, non soddisfa. Almeno non del tutto. Non mi reputo un esperto del personaggio (Comunale, dov’eri?!) ma credo che in certi casi – tipo un concerto – la vince l’emozione e non certo il conoscere un catalogo a menadito.

Diciamo che il brivido traversatomi durante I Need The Light (da Autumn Response) rimarrà per sempre e l’esecuzione di Soon It Will Be Fire (da Sapphie) ha commosso come solo Nick Drake e/o Jackson C. Frank, al contrario di certe parentesi a cappella che, sinceramente, ho trovato approssimative e dispensabili.

È stata un’esperienza bifronte: mentre avvertivo uno stadio estatico toccava ridimensionarmi (vedi la resa non impeccabile di Life On A Beam), come se dinanzi mi trovassi il più anonimo dei cantautori…

Su disco rimane uno dei migliori musicisti in circolazione, dal vivo – ad oggi conta su pochissimi concerti, sarà un caso? – o almeno in quest’occasione, stenta.

Scheda: Richard Youngs

copertina pdf #91
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