Bastano dieci minuti dell'ultimo disco – il quarto – di Musica Per Bambini – Dio contro Diavolo (Trovarobato / Audioglobe, 2008), in spazio recensioni – per sviluppare una preoccupante dipendenza. Cosa che accade, almeno dalle nostre parti, soprattutto quando si ha a che fare con produzioni che scelgono coscientemente la via della perifrasi sopra le righe, del declamare pungente, dell'estremismo ironico. Ancor più se siamo è in presenza, come in questo caso, di un'esperienza artistica multiforme in cui si mescolano, con un linguaggio che parrebbe quantomeno riduttivo definire “peculiare”, musica, narrazione, approccio dissacrante e impatto visivo. Per ottenere un surrealismo in pillole capace di rendere meno grame le banalità del quotidiano e di annullarne gli effetti deleteri ricorrendo al gusto per l'eccesso, alla parabola, al paradosso arzigogolato.
Ma andiamo con ordine: “Musica per Bambini nasce dieci anni fa e coinvolge molte persone. Tra queste, io che faccio i dischi, e chi di volta in volta ha la sventura di starmi vicino”. A parlare è Manuel Bongiorni, titolare del progetto, uno che sembra cresciuto a pane e fantasia in qualche dimensione parallela. Almeno a giudicare da una produzione musicale decisamente originale ma soprattutto da dichiarazioni, a proposito dell'ultimo disco, che la dicono lunga sul personaggio: “E' cominciato tutto con la Girella del Guitto. Da lì in poi mi è bastato farla girare, evocare di volta in volta i Profeti dei Sette Peccati che mi hanno raccontato un sacco di storie. Le ho messe in musica seguendo le loro indicazioni. Dio e il Diavolo sono stati gentilissimi a prestarmi la loro collaborazione nel brano che da il titolo al disco”. Fin qui la cornice, l'ispirazione generale, con le sue storielle para-bibliche spassose quanto improbabili, consumate tra riflessioni proto-demenziali e pungente critica sociale, toni semi-seri e indubbia professionalità, in una terra di confine senza regole e imposizioni: “Sono io a decidere quanto metterci di questo o quello. L'ironia c'è sempre, ne sono un po' prigioniero, come lo sono del gioco del paradosso. Riesco invece a prescindere facilmente da ciò che mi accade nella vita quotidiana e a non palesarlo in musica. Del resto sarebbe piuttosto noioso”.
Poi c'è il musicista in grado di trascendere i generi senza grosse difficoltà, l'illusionista appassionato di taglia e cuci digitale - “Racconto io stesso di averci messo un mese ad arrangiare L'uomo di gomma” -, il profeta del deragliamento, ma soprattutto l'abile “costruttore” di parole, capace di giocare con la metrica e le rime quasi fossero mattoncini Lego. Tanto da lasciare alle stesse liriche l'incombenza di decidere i tempi e i modi delle melodie: “Effettivamente ciascuna frase ha già la sua musicalità, una musicalità che va solo scoperta e ridisegnata tra le note”. Dal lavoro di calibratura che ne consegue, esce un formula di non facile approccio ma decisamente affascinante, in cui alle allitterazioni della lingua risponde la frantumazione ragionata delle musiche, in un perdersi e ritrovarsi che colpisce, destabilizza, costringe l'ascoltatore a ridefinire i propri canoni interpretativi.
Dal vivo il progetto si reinventa trasformandosi in teatro-canzone scardinato, spettacolo coinvolgente, rappresentazione popolata da giullari d'altri tempi: - “La musica diventa il filo conduttore, funge da intervallo a vicende che mettiamo in scena, in uno spettacolo in cui intervengono alcuni amici tra cui Diego Parenti, Andrea Mansi e Mirko Montesissa. L'opera completa si intitola L'uomo quasi vivo ed è una sorta di odissea tra metafore informatiche. Nei vari concerti, ne presentiamo un pezzo alla volta. Ultimamente proponiamo il capitolo zero, che si chiama proprio Dio Contro Diavolo. E' una sorta di processo in cui il pubblico ricopre il ruolo della giuria”. Un crescendo che promette, ogni volta, esperienze fuori dagli schemi e a cui non ci si può proprio sottrarre.
Scheda: Musica per bambini
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