Agli appassionati del catalogo Kranky e di quello Type Benoit Pioulard, moniker di Thomas Meluch, è un nome noto da tempo. Pioulard, che ha appena ventiquattro anni, è attivo dai primi anni duemila ed è al secondo full-lenght, preceduto da un sette pollici uscito lo scorso anno, Fir. A notarlo, neanche a dirlo, proprio la Kranky che, nel 2006, si era trovata tra le mani un suo cdr, Edge, ultima uscita di una serie di registrazioni casalinghe su quattro tracce in edizioni superlimitate (ve ne era addirittura una di sole due copie!). Ma già prima dell' esordio (Precìs, 2006), Meluch mostrava di avere idee forti e chiare. Fresche e carezzevoli canzoni di lo-fi pop attraversate da quella visionarietà capace di rendere il quotidiano un' esperienza meravigliosamente malinconica, eppure energica e creativa. Ciò si riflette anche nell' attività fotografica che concorre da sempre ad alimentare il suo gusto per la flebile e delicata bellezza degli oggetti, veri protagonisti di inquadrature spesso trasposte in musica. Un elogio al colore e ai materiali "vivi", come nelle famose Montagne Incantate di Antonioni ma, soprattutto, in pieno accordo con l’ algido edonismo nordeuropeo di Type.
Da Precìs, passando per Fir, sino ad arrivare a Temper, in uscita in questi giorni, Pioulard si serve di field recordings, sample di vecchie canzoni, dulcimer e molti altri strumenti per arrangiare delle tracce già calde di chitarra e voce, mantenendo alto il livello del songwriting. Nessuna rivoluzione all’ interno di un percorso lineare e nessuna rivoluzione tout court, ma, senz’ altro, piacevolissima testimonianza di un microcosmo familiare, dove alle lunghe pedalate nella città d’ adozione (Portland) si affiancano i ricordi dei grandi spazi verdi del nativo Michigan.
Temper, dal canto suo, rappresenta la naturale evoluzione di un sound sempre più orientato all’ intrattenimento sofisticato, che però non sacrifica quella seducente aria lo-fi che affascinò molti già a suo tempo. La veste Kranky è garanzia di qualità e attualità, tanto più che Meluch pare essere il miglior candidato ad un eventuale sdoganamento dell’ etichetta verso soluzioni meno ermetiche.
Per il futuro ci si augura che emerga un probabile alter ego patetico, rimasto troppo a lungo sommerso nei freddi laghi del Michigan.
Scheda: Benoit Pioulard
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