Turn on
Pubblicazione 01 Ottobre 2008

Gang Gang Dance

RAWWAR

-
Gang Gang Dance
Josh Wildman 2008

Mai come in questo caso il nome della band corrisponde al suono della band e lo sappiamo, le assonanze sono da sempre importanti nel mondo rock. Se Dead Can Dance per esempio flirtava con il suono di Decadence, Gang Gang Dance evoca dapprima Gang Bang (pratica pornografica para-orgiastica) e poi il suffisso Dance che messo dopo il gang gang da un po’ l’idea della piega percussiva che la musica in questione prende. Come molte altre volte in questi anni, per intendere di cosa si sta parlando bisogna concentrare la lente di ingrandimento su New York e la sua fertilissima e complessissima rete di rimandi e scene sotterranee. I Gang Gang Dance vengono da li, dai circuiti un po’ snob e “artsy” di Brooklyn, li dove i confini tra band e band tendono a confondersi sempre di pių. Per questo avvistiamo i membri della band in diverse formazioni underground del luogo come The Cranium, Actress, Russia, SSAB Songs e anche Jackie-O Motherfucker.

I personaggi in questione si chiamano Brian Degraw, Tim Dewit, Lizzie Bougatsos, Nathan Madd ox e Josh Diamone. Prima di scegliersi il felice nome attuale, cominciano a fare alcune jam session sbracatissime, vendendosi come Death & Dying per poi trovarsi a sonorizzare anche una sfilata di moda con i Black Dice denominata Imitation Of Christ. Siamo ormai al 2004 e arriva il primo lavoro: Revival Of The Shittest. Il revival escrementizio in questione mette su disco l’andazzo delirante e percussivo delle performance live. La musica dei Gang Gang Dance č sempre una faccenda di ritmi a gradazione e coloritura variabile.

I riferimenti terzomondismi ed esotici sono ricercati con la stessa testardaggine con cui negli stessi anni gli Animal Collective cercano di riscrivere il concetto di psichedelia e campfire song. In qualche modo i Gang Gang Dance vanno ad occupare una regione molto personale del rock weid-oriented di questi anni. Un territorio selvaggio dove i Sun City Girls convivono con il krautrock, dove Voodoo e Dub sono solo due possibili facce di un intero universo di ritmi. La tendenza č presto confermata da God’s Money il secondo lavoro della band. Molto pių raffinato e spregiudicato, anche se meno selvaggio e incontrollabile del predecessore.  La classica evoluzione per capitoli confermata pochi mesi fa da RAWWAR un ep di preparazione per il nuovo lavoro che sfocia nell’universo del grime e del club dancing con tanto di riferimenti al suono di M.I.A., Diplo e Timbaland. Un passo ancora malfermo e insicuro che ha poi generato un disco spregiudicato e sofisticato.

copertina pdf #91